Veneto: indennità di disoccupazione per 200 mila anche nel 2010
Sono state 197.493 le domande di prestazioni a sostegno del reddito (in grandissima parte costituite dalle 6 diverse tipologie di indennità di disoccupazione) presentate alle sedi Inps del Veneto nel corso del 2010, 7.400 in meno rispetto all'anno precedente.
Una flessione dovuta però in gran parte al sostanzioso calo delle domande a "requisiti ridotti" (6.000 in meno) presentate da dipendenti con contratto a termine che non raggiungono i 6 mesi di lavoro nell'anno e che però fotografano l'occupazione dell'anno precedente alla domanda.
Un primo confronto utile lo si ha invece guardando agli anni pre - crisi quando le domande che arrivavano all'Inps non superavano le 70-80 mila all'anno.
Risultano ancora più chiari i danni della crisi guardano alla sola indennità di disoccupazione ordinaria dove le quantità dei due anni di crisi si equivalgono: erano 135 mila nel 2009 e sono state 133 mila nel 2010: ben il triplo rispetto alla media degli anni precedenti. Va anche sottolineato che si tratta numeri al lordo delle circa 13 mila indennità che hanno coperto non la vera disoccupazione ma altrettante sospensioni del lavoro, come previsto dalle norme di legge anticrisi (l.33/2009).
Le indennità "ridotte" sono passate dalle 43 mila nel 2009 alle 37 mila nel 2010. Sono però diminuite non tanto nelle province dove ne vengono erogate di più per la forte presenza di lavoro stagionale, come Venezia (turismo) e Verona (turismo e agroindustria), ma piuttosto nelle altre dove sono conseguenti a lavori brevi nel manifatturiero e nei servizi. Una conferma quindi, speculare, della perdita di occupazione nei contratti a breve termine che si è avuta nel 2009 rispetto al 2008 (le domande vengono presentate nei primi tre mesi dell'anno successivo).
Infine, a sorpresa, crescono le indennità di disoccupazione agricola: 10.400 domande presentate nel 2009, 11.300 nel 2010. Segno che l'occupazione stagionale in questo settore è cresciuta. E questo nonostante sia aumentato il ricorso al lavoro dei cittadini extraUE con permesso di lavoro stagionale (che non possono beneficiarne) come pure l'uso dei voucher (il Veneto è la prima regione d'Italia per consumo) che quindi non hanno sostituito i rapporti di lavoro dipendente ma piuttosto fatto emergere il lavoro nero delle vendemmie e delle raccolta di frutta. Le domande di questa indennità sono concentrate nelle province a vocazione agricola: Verona, in primo luogo e poi Rovigo, Treviso e Padova.
Commenta così questi dati Giulio Fortuni, segretario della Cisl del Veneto responsabile del mercato del lavoro "Il 2010 ha visto nel Veneto un consumo da record degli ammortizzatori sociali tradizionali ed in deroga. Tante domande di disoccupazione significano tanti posti di lavoro persi. Il problema è che non vengono rimpiazzati a sufficienza da nuovi posti. Da mesi andiamo dicendo che una parte della disoccupazione si sta cronicizzando e molte persone non ritrovano da mesi e mesi un lavoro, magari transitorio. Un sostegno, ma solo per una parte di queste, può arrivare dalla indennità di mobilità in deroga. Ma quello che serve è una forte ripresa economica con effetti sull'occupazione e servizi per riqualificare e ricollocare al lavoro. Della prima al momento non c'è traccia. Circa i servizi per il lavoro basti dire che per il 2011 i finanziamenti previsti alla legge regionale 3/2009 (cui fanno riferimento queste attività) sono pari a zero euro".