Veneto: in 12 mesi persi 61 mila posti di lavoro
E' quello che emerge chiaramente dal sintetico numero 23 di Misure, il bollettino periodico sullo stato dell'occupazione dipendente regionale che Veneto Lavoro pubblica con assoluta puntualità.
Il bilancio occupazionale aprile 2008 - marzo 2009 tra assunzioni e cessazioni segna un saldo negativo di 61 mila unità di cui 18 mila riguardano gli stranieri e 43 mila lavoratori italiani. Il macrosettore più colpito è quello manifatturiero che segna un saldo negativo di ben 47 mila posti. A seguire i servizi con una perdita di 15 mila occupati. In positivo solo l'agricoltura con più 2 mila occupati e la Pubblica Amministrazione con + 7 mila dipendenti.
I dati del Sistema Informativo del Lavoro Locale, SILL, della Regione che registra tutte le assunzioni, trasformazioni e cessazioni nei rapporti di lavoro dipendente nelle aziende collocate in Veneto, chiariscono anche altri aspetti del mercato del lavoro.
Ad esempio che nel settore agricoltura che da solo ha mosso nei 12 mesi considerati oltre 50 mila posti di lavoro le nuove assunzioni (come le cessazioni) sono costituite oramai dal 50% di lavoratori stranieri. Immigrati sono anche il 40% dei nuovi assunti dell'edilizia (18 mila su 41 mila) ed il 22% nel commercio, turismo e nei servizi alle imprese. Le assunzioni nella PA, scuola e sanità comprese, riguardano ancora in gran parte lavoratori italiani (105 mila su 109 mila). Gli oltre 60 mila posti di lavoro persi rappresentano circa il 3,5 % dell'occupazione regionale.
I dati trimestrali confermano che il saldo negativo più forte si è avuto tra ottobre e dicembre 2008 con le cessazioni che hanno toccato quota 206 mila e le assunzioni ferme a 135 mila.
Saldo zero tra assunzioni e cessazioni nei primi 3 mesi del 2009, un dato molto negativo in quanto questi mesi rappresentano sempre un boom di assunzioni.
Sempre in tema di assunzioni i 6 mesi della crisi monitorati (ottobre 2008- marzo 2009)segnano una riduzione del 40% dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato e di apprendistato, un calo dei nuovi rapporti a tempo determinato ed un crollo in quelli di lavoro somministrato.
"Sono numeri che dimostrano che la crisi, anche in Veneto, è concreta e pesa non poco sull'occupazione e sul reddito delle famiglie - commenta Franca Porto impegnata nell'assise congressuale della Cisl nazionale. "Con i nuovi ammortizzatori sociali concordati con la Regione Veneto abbiamo dato sollievo a molti lavoratori che hanno perso il lavoro. Ma questo non basta. La crisi è tutt'altro che finita e non ci sono segnali di recupero di occupazione. Lo stiamo ribadendo anche in sede di congresso nazionale: servono ulteriori provvedimenti anticrisi sia per i lavoratori che per le imprese. Aspettiamo risposte concrete dal Governo ma anche dai Comuni."