Veneto: confermati 70 mila posti di lavoro in meno

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In Veneto sembra al momento esaurita la lunga fase di contrazione dei posti di lavoro, iniziata nella seconda metà del 2008. E' questo il dato principale che emerge dal rapporto sul mercato del lavoro regionale realizzato dall'Osservatorio di Veneto Lavoro e che raccoglie i dati relativi ai flussi delle posizioni di lavoro dipendente e parasubordinato aggiornati a giugno 2011.

La perdita complessiva si è quindi stabile sulle 70.000 posizioni  (numero che non rappresenta automaticamente il numero delle persone occupate con queste due tipologie di lavoro).

I comparti più interessati da crisi aziendali e riduzioni degli organici sono quelli del manifatturiero e delle costruzioni. Un segnale positivo arriva però dal settore metalmeccanico che negli ultimi mesi ha recuperato qualche migliaio di posizioni di lavoro, torna a perdere invece l'edilizia. Tirano invece sotto il profilo occupazionale le attività collegate ai servizi di sanità e di vigilanza (salute e sicurezza) mentre si contraggono i posti nella Pubblica Amministrazione.

L'analisi di Veneto Lavoro, pubblicata nell'ultimo numero de La Bussola, scende ancora più nel dettaglio. Se nella prima fase della crisi si sono ridotti i rapporti a termine (in sostanza le aziende, di fronte alla contrazione delle commesse hanno fatto scadere i contratti a termine) e nella seconda la contrazione ha riguardato anche i rapporti a tempo indeterminato (le aziende, perdurando la crisi di mercato hanno ridotto il personale fisso), nel 2011 la situazione sembra essersi stabilizzata dentro un livello di occupazione inferiore a quello pre-crisi. In breve: ripartono assunzioni e cessazioni, contratti a termine e indeterminati ma dentro un perimetro più ristretto. Infine prosegue la riduzione delle assunzioni di apprendisti.

L'Osservatorio segnala altri tre dinamiche: la prosecuzione del boom del lavoro a chiamata (in atto da almeno tre anni), la crescita delle posizioni di lavoro domestico  e infine la stabilità della domanda di lavoro parasubordinato.

Se questo è il fronte dell'occupazione su quello opposto, la disoccupazione, aumentano le dichiarazioni di disponibilità rilasciate ai Centri per l'Impiego ed il numero di lavoratori che percepiscono l'indennità di disoccupazione o di mobilità: in totale sono circa 60 mila.

Si conferma così la tendenza ad una cronicizzazione dello stato di disoccupazione e di una separazione in corso tra ripresa produttiva ed occupazione.

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