Veneto: ben servito ma poco attraente per i giovani laureati
Il Veneto è in grado di attrarre giovani laureati? Sì, specie dal Sud Italia, perché le sue università sono di buona qualità, così i servizi e anche l'offerta di lavoro (non a grande qualificazione però). Non è così invece per chi viene da altri Paesi: l'immagine che prevale di questa regione è quella di un ambiente intollerante e provinciale. Una visione che però cambia alla prova della esperienza concreta fino a farne, per una parte dei giovani universitari stranieri, una possibile terra di elezione.
E' questo uno dei risultati della ricerca sui fattori di attrattività per i giovani in Veneto realizzata dalla Fondazione Corazzin, pubblicata nel libro "Chi resta, chi parte, chi arriva" (ed. Cleup) curato dal prof. Ludovico Ferro e presentato ieri sera presso la Sala degli Anziani di Palazzo Moroni a Padova.
Mille e seicento gli studenti universitari intervistati, veneti ma anche provenienti da altre regioni e stranieri, accomunati dal fatto di frequentare una delle università venete. "Abbiamo chiesto quali sono, secondo loro, le condizioni che fanno di un territorio il posto ideale dove vivere- specifica Ferro- e le preferenze sono andate in maggioranza (40,2%) ad un ambiente tollerante e ricco di servizi, poi alle opportunità di lavoro (39,5%) ed infine al facilitazione nel mantenere i legami famigliari e sociali (20,2%).
Ed è proprio sul fattore tolleranza che il Veneto vacilla. L'idea che gli intervistati esprimono è quella di terra chiusa, intollerante e fredda verso chi non è veneto e soprattutto non è italiano. Così lo vedono gli universitari veneti e, ancora di più, quelli stranieri. Bene invece sui servizi, dalla cultura al tempo libero, che sono giudicati come buoni o molto buoni dalla maggioranza.
Alla domanda finale se il Veneto sia in grado di attrarre i giovani la risposta degli universitari italiani è per 34 % Si e il 66% No. Speculare ed esattamente contraria a quella dei giovani stranieri: 66% Si e 34% No.
A commentare i risultati della ricerca ci hanno pensato Franca Porto, Decimo Poloniato (Regione Veneto) e Filiberto Zovico. Per il direttore del Festival delle Città Impresa la scarsa attrattività del Veneto non riguarda solo i giovani cervelli ma anche le imprese "C'è una sdoppiamento di immagine: siamo una terra dove, ad esempio, l'integrazione degli immigrati è positiva ma all'estero diamo l'idea contraria, di intolleranza, capaci perfino di mettere all'indice i libri". Una responsabilità precisa l'hanno quei politici, ha proseguito Zovico, che per recuperare voti subito si stanno mangiando il capitale della credibilità.
Per Franca Porto il Veneto è una regione vecchia e non tanto e solo perché ci sono molte persone anziane e la ricerca della Corazzin lo conferma. Ma "per ricostruire il futuro ci serve il carburante delle giovani generazioni e chi fa politica, chi governa, anche il sindacato, deve impegnarsi per favorire le nuove generazioni
presentazione-libro-chi-resta-chi-parte-chi-arriva-27-1-2011