Veneto: a giugno sempre febbre alta con la Cig
Giugno segna sempre febbre alta per il ricorso alla Cig: 10.225.000 le ore richieste e concesse.
Poco più della metà (5,4 milioni) per l'industria, 2,5 per l'artigianato e 1,5 per il commercio. L'edilizia ne ha chieste "solo" 800 mila.
Rispetto al mese prima si registra un calo di 900 mila ora determinato dal calo di Belluno (da 1,1 milione a 400 mila ore) e di Treviso (da 2,8 a 2 milioni) e allla più modesta riduzione di Padova (da 2,4 a 2,1 milioni). Cresce invece il ricorso alla Cig nelle altre 4 province e specialmente a Rovigo (da 600 a 800 mila ore) e Vicenza (da 2,2 a 2,4 milioni).
Rispetto alla tipologia meno Cig ordinaria (2,3 milioni rispetto ai 3,6 di maggio) ma nuovo balzo in avanti di quella straordinaria (deroga compresa) che sfiora gli 8 milioni di ore.
Nel complesso dei primi 6 mesi del 2010 la Cig ha superato quindi i 63 milioni di ore autorizzate (il consumo effettivo viene stimato dall'Inps intorno al 70% medio). Tanto per fare un confronto in tutto il 2009 le ore autorizzate ammontavano a 82 milioni. Negli anni normali le ore medie erano intorno ai 15 milioni.
"La crisi non passa da sola- commenta Franca Porto segretaria della Cisl del Veneto- e anche i leggeri segnali di ripresa che arrivano dal manifatturiero non hanno effetti positivi sull'occupazione. Al massimo si muovono un po' le assunzioni a breve termine visto che le aziende avevano ridotto al minimo gli addetti nei mesi scorsi. Servono quindi azioni concrete di sostegno ad una ripresa che comporti anche lavoro ed occupazione: un risultato che non cala dal cielo ma dalla messa in moto di tutte le risorse disponibili e per questo tutti i soggetti politici e sociali devono assumersi la propria parte di impegni e responsabilità".
In allegato:
Ufficio Studi Cisl Veneto: la Cig dicembre 2009- giugno 2010