Veneto: Cig a gennaio, in discesa, ma c’è un ma…
La Cig a gennaio 2010 in Veneto registra un calo delle ore autorizzate rispetto al mese precedente: 10.157.000 ore rispetto ai circa 12.100.000 di dicembre 2009, pari al meno 16%.
Il calo si concentra tutto sulla Cig straordinaria a fronte di una stabilità delle ore relative alla ordinaria (1,7 milioni). Come interpretare questo dato? Va considerato, in primo luogo, che da gennaio l'uso della Cig in deroga (salvo la conclusione dei periodi già autorizzati nel 2009) viene fermato per lasciare in passo alla "sospensione". Come già avvenuto nel 2009 nei primi mesi dell'anno le aziende che sono iscritte agli enti bilaterali se devono sospendere dal lavoro i propri dipendenti ricorrono alla cosiddetta "disoccupazione ordinaria con sospensione". Questo ammortizzatore può avere una durata massima di 90 giorni e viene pagato dall'Inps come indennità di disoccupazione ma con un contributo pari al 20% dell'importo erogato che proviene dagli enti bilaterali.
La riduzione delle ore di Cig straordinaria è quindi determinata da questa pausa nel ricorso alla cig in deroga che viene statisticata infatti nella gestione straordinaria.
Vista più da vicina la Cig di gennaio presenta, rispetto al mese precedente, dinamiche diverse per settore economico. Nel metalmeccanico, il più colpito dalla crisi, oltre ad un forte calo della gestione straordinaria si registra anche ad un calo nella ordinaria; stabile il ricorso alla cassa nel mobile -arredo, in calo nell'alimentare (già peraltro molto contenuto). Tessile ed abbigliamento segnano meno 200 mila ora, meno 50 mila la straordinaria nella chimica. In controtendenza il settore della istallazione degli impianti in edilizia: dalle 128 mila ore di straordinaria a dicembre alle 238 mila a gennaio.
"Per il 2010- spiega Giulio Fortuni, Cisl Veneto- le disponibilità dello strumento Cig sono complete e prevedono, oltre alle Casse ordinarie, speciali (edilizia e agricoltura) e straordinarie (comprese tutte le eccezioni relative al commercio e ai servizi) anche la Cig in deroga che, in pratica, è estesa a tutte le aziende di tutti i settori (per l'agricoltura invece esistono accordi particolari). Tra l'altro le risorse sono già disponibili perché, alla fine dei conti del 2009, sono rimasti a disposizione 120 milioni di euro".
Per la Cig in deroga permane una sostanziale differenza, così come previsto dalle norme della legge 2/2009, per cui le imprese che versano i contributi agli enti bilaterali (ad esempio nel'artigianato veneto l'Ebav) possono accedere ad un percorso di sostegno al reddito del lavoratore sospeso molto lungo e che passa, nei primi 90 giorni per la sospensione-disoccupazione (un ossimoro che da solo segnala la necessità di una riforma degli ammortizzatori, ndr) dove l'indennità percepita dal dipendente proviene, per il 20%, dall'ente bilaterale stesso per poi accedere alla Cig in deroga vera e propria per altri 180 giorni (qui le risorse provengono per 2/3 dallo Stato e per 1/3 dalla Regione). Invece per le aziende che non versano i contributi agli enti bilaterali rimane a disposizione solo la Cig in deroga".
Rimane però aperto il problema di chi perde il lavoro. Infatti se la protezione del reddito dei lavoratori sospesi garantisce una prolungata copertura nel tempo, diversa è invece la tutela in caso disoccupazione. "Già nel 2009, a causa della forte riduzione delle assunzioni determinata dalla crisi - precisa il responsabile delle politiche per il lavoro della Cisl regionale- abbiamo avuto molti lavoratori che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali senza trovare rioccupazione. Per questi, seppur con i vincoli imposti dalla interpretazione delle norme fatta dall'Inps, abbiamo messo in campo la mobilità in deroga, che riguarda anche i disoccupati senza ammortizzatori. Per il 2010 queste situazioni sono però, con molta probabilità, destinate a crescere numericamente e quindi il problema va affrontato con strumenti adeguati".
Inps, Cig Veneto - ore autorizzate per mese, anno 209 e 2010