Veneto: Casse Edili contro le infiltrazioni mafiose in edilizia
Prosegue l’impegno dei sindacati dell’edilizia e dell’Ance (l’associazione delle imprese industriali del settore) del Veneto per il contrasto delle infiltrazioni mafiose nei cantieri nella nostra regione. Ieri le parti hanno sottoscritto un protocollo che perimetra i contenuti dei prossimi rinnovi dei sette contratti provinciali di lavoro del settore. Un punto specifico è dedicato alla costituzione di Osservatori nei quali possano confluire le informazione di tutti gli enti, pubblici e privati, che operano nel controllo delle imprese. Si tratta dei dati raccolti da Inps, Inail, Direzione del Lavoro, Spisal, Unioncamere e poi da Comuni, Procure e Questure oltre che dalle Casse Edili.
“Noi puntiamo molto sulla funzione positiva che possono giocare le Casse Edili in questa materia- commenta Salvatore Federico, segretario della Filca Cisl del Veneto e firmatario del protocollo. Tramite le Casse Edili infatti passano già molte informazioni utili a tracciare l’identikit delle imprese e a controllarne la regolarità: dove operano, il numero di lavoratori occupati nel singoli cantieri, le retribuzioni e qualifiche impegnate ed altri dati ancora.
Le Casse infatti entrano nel sistema per il rilascio del DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, indispensabile per operare negli appalti pubblici. “Per costruire un Osservatorio efficace – prosegue Federico- abbiamo individuato come presupposto essenziale la possibilità che le Casse possano accedere ai dati delle Notifiche Preliminari e cioè alle comunicazioni che le imprese sono tenute a fare agli organi di vigilanza (SPISAL e Direzione Provinciale del Lavoro) sul cantiere di lavoro che intendono avviare dimodoché possa essere controllato. Mettendo insieme queste informazioni con quelle già in possesso si può delineare con molta più precisione il chi è di ogni impresa in ogni suo cantiere di lavoro”.
Come già denunciato in molte occasioni e dimostrato dagli interventi di magistratura e polizia le infiltrazioni mafiose nei cantieri avvengono infatti spesso con imprese che non rispettano le norme in materia di contributi, retribuzioni, sicurezza sul lavoro e fanno largo uso di lavoro nero. Imprese venute dal nulla e che finiscono nel nulla.
La convinzione del sindacato e degli stessi costruttori veneti è quella che realizzando un sistema informativo interno si possano offrire indicazioni utili a migliorare il controllo degli appalti pubblici, ma anche privati costituendo così un valido supporto nel contrasto alla illegalità, compresa quella mafiosa.