Un giorno con Tina Anselmi
Ancora oggi, a tanti anni di distanza dalla sua giovane esperienza di partigiana staffetta, di sindacalista della CISL, nel settore del tessile, di primo ministro donna della repubblica italiana, io e Lorenza (Leonardi, ndr) abbiamo scelto di festeggiare il primo maggio assieme a Tina, andandola a trovare nella sua casa di Castelfranco Veneto per trascorrere con lei qualche minuto di scambio, di affetto e di condivisione.
Li ricorda molto bene, come fosse oggi, quei chilometri fatti in bicicletta e, molto tempo dopo anche in treno, per affermare i principi ed i valori della giustizia e della democrazia.
Interprete e protagonista della nostra storia, Tina si è sempre sentita una cattolica nel privato ma una laica nella vita pubblica, perché altrimenti non si riesce a svolgere nel modo migliore il proprio compito di rappresentanza.
E lei, questo compito, lo ha sempre svolto al meglio: in parlamento, al governo, nel sindacato, con le donne ed in particolare con noi donne della CISL, più affini a lei per cultura ed esperienza.
........eravamo avversari, ma eravamo anche amici nel compiere il nostro sforzo comune per il bene del paese. Un messaggio a noi, classe dirigente di ieri e di oggi, affinché impariamo a vivere l'esperienza politica e sindacale in modo esaltante e responsabile, rendendoci utili nella costruzione di quel poco o tanto che facciamo per il bene dell'altrui destino.
E nel sindacato, nella CISL, Tina ha sempre scelto di trovarsi di fronte il padrone forte e giusto, così anche il sindacato imparasse a svolgere appieno il suo ruolo: ognuna delle due parti influenza l'altra. Scadente l'una, scadente l'altra. E viceversa.
Su questo modello ispirò il proprio impegno sindacale e con lo stesso paradigma continuò a vedere il mondo, senza retorica e rassegnazione ma con la forza delle proprie scelte e di un costante impegno.
E che dire della sua passione per la specificità femminile!
Abbiamo ripercorso le tantissime iniziative fatte dalle donne della CISL del Veneto dove lei ci raggiungeva sempre, magari arrivando da Roma con mille affanni ma felice di portare un contributo di riflessione e di idee puntuali e originali.
Del resto la sua storia iniziò in un sindacato molto femminile dove aveva conosciuto le tante ingiustizie che le lavoratrici subivano nelle fabbriche, e dove si era battuta per superarle, spesso riuscendoci.
Un lavoro enorme, continuato poi anche nella Commissione nazionale alle pari opportunità e riconosciutole dalle tante donne e lavoratrici attraverso l' affetto e la stima che le hanno sempre riservato.
Oggi è più stanca e debole di prima ma la sua integrità morale e culturale è ancora salda, intatta.
E' con questa donna che siamo cresciute; è attraverso la sua testimonianza che ci siamo formate.
Per questo ci sembrava così naturale dover festeggiare questo primo maggio assieme a lei.
...La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati, attraverso la responsabilità di tutto un popolo.
Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. E' giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. E' tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. E' pace.
(tratto da Storia di una passione politica, Tina Anselmi e Anna Vinci)
Franca Porto