Treviso. Lorenzon (Cisl): anche il 2011 si preannuncia difficile
"Il 2010 si è confermato come un anno di profonda crisi, nel quale gli indicatori non hanno aperto alcuna prospettiva di miglioramento, soprattutto dal punto di vista occupazionale". Commenta così Alfio Calvagna, della segreteria Cisl di Treviso, i risultati dell'analisi condotta dall'Osservatorio della Cisl trevigiana sull'andamento del Mercato del Lavoro e dell'occupazione, presentati questa mattina a Treviso. I dati relativi all'anno che sta per chiudersi e il confronto con i numeri del 2009 non lasciano spazio ai dubbi: la crisi, nella Marca, è stabile.
I lavoratori in lista di mobilità a seguito di licenziamenti collettivi (L.223) nel 2009 sono stati 1746; nel 2010 sono stati 2598. I lavoratori in lista di mobilità attivati dalle piccole imprese (L.236) sono stati 5072 nel 2009 e 4888 nel 2010. Le ore di Cassa integrazione ordinaria autorizzate sono calate del 28% dal 2009 al 2010. "Uno dei motivi di questa diminuzione - sottolinea Alfio Calvagna - è la cessazione dell'attività di molte piccole imprese". Boom, invece della Cassa integrazione straordinaria, a conferma, spiega Calvagna, "che nella prima fase della crisi le imprese hanno utilizzato la Cigo, mentre nel 2010 hanno scelto strumenti più strutturati come la Cassa integrazione straordinaria". Le ore di Cigs, infatti, sono passate dalle 3.018.342 dei primi 11 mesi del 2009 alle 8.934.651 dello stesso periodo del 2010: +196%. Lo stesso discorso vale per la Cig in deroga che registra un +198%.
Per completare il quadro, alcuni dati generali (fonte: Camera di Commercio), aggiornati al 30 settembre: 84.360 imprese attive (390 imprese in meno dello stesso periodo dell'anno scorso) e 228 fallimenti, ma anche piccoli segnali positivi, a partire dall'export, che nel terzo trimestre del 2010 è cresciuto del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2009. La Germania si conferma la principale acquirente dei prodotti manifatturieri trevigiani con il 15%; segue la Francia; terzo mercato di riferimento diventa la Romania con un +25,5%. Nei mercati non europei, al primo posto la Cina. Seguono Russia, Brasile e India. "Nessuna previsione - commenta Alfio Calvagna - ci spinge a immaginare positive ripercussioni sul versante occupazionale. Assisteremo a degli aggiustamenti, a dei rientri dalla Cigs, ad una modesta ripresa dei rapporti di lavoro temporanei e parasubordinati nelle realtà imprenditoriali che hanno saputo rispondere alla domanda dei mercati internazionali in espansione. Per molte aziende purtroppo ci sarà la risoluzione dei rapporti di lavoro: si passerà dalla gestione della crisi con l'utilizzo della Cigs alla disoccupazione che rischia di diventare di lunga durata, con ricadute sul piano sociale".
"Basta anche solo un dato per capire quello che i lavoratori trevigiani stanno vivendo - aggiunge il segretario generale Franco Lorenzon "nel 2010 sono stati persi 7500 posti di lavoro, di cui due terzi nelle piccole aziende e in quelle artigianali. E' quindi necessario articolare gli interventi per attutire la caduta, ma anche cercare di favorire la ripresa produttiva e occupazionale. L'accordo con la Regione per la Cig in deroga, in un contesto di risorse sempre più carenti, garantisce ammortizzatori a quei lavoratori che hanno poco o niente. L'accordo sindacati-Provincia siglato in giugno, con relativo stanziamento di un milione per le politiche attive del lavoro, è un segno del cambio di passo, perché sostiene la riqualificazione professionale e apre ai giovani. Anche il 2011 sarà un anno difficile, per questo sarà fondamentale una maggiore collaborazione fra le parti sociali per favorire il cambiamento, la competitività, il rilancio dell'occupazione e salari più elevati".
Infine, una nota sullo "stato di salute" della Cisl trevigiana. Nell'anno del 60° anniversario, chiude il 2010 con 77.220 iscritti, con 270 tessere in più rispetto al 2009. Le categorie che crescono maggiormente sono la Fisascat (commercio), con oltre 6000 iscritti, quella dei Pensionati, che ha superato i 40 mila tesserati e l'Ugc (coltivatori), a quota 1300. "I dati - spiega la segretaria organizzativa Cinzia Bonan - confermano il consenso che lavoratori e pensionati ci riconoscono malgrado le notevoli e conosciute difficoltà del momento".Si riconferma anche l'attività svolta nei servizi fiscali, che nel 2010 hanno gestito 88.140 pratiche, mentre il patronato Inas ha aperto 16.423 pratiche fra pensioni, infortuni e assistenza sociale.
Cisl Treviso Ufficio stampa
Federica Baretti