Telwin. Intervista a Fabrizio Carollo, rsu Cisl
Fabrizio Carollo ha 45 anni, di cui 23 passati alla Telwin, come operaio all'assemblaggio. Si è iscritto alla Fim Cisl nel 1988 e da 17 anni è anche rappresentante sindacale aziendale. E' sposato e ha due figli.
Con Fabrizio facciamo il punto della situazione sindacale alla Telwin ed in particolare sul Contratto di Solidarietà a due mesi dalla sua attivazione.
Abbiamo avuto la conferma che scegliere il CdS per tutti (239 lavoratori su 282) come alternativa alla Cig a zero per alcuni è stata una scelta valida. Almeno per tre motivi: che siamo ancora tutti in fabbrica, a lavorare nella prospettiva di rimanervi a tempo e stipendio pieno, che la busta paga comunque tiene anche se in parte ridotta e che stiamo impiegando bene le ore di fermo con i corsi di formazione ed aggiornamento.
Spiegaci meglio quello che è successo con il salario
In media noi andavamo casa con 1.300- 1.400 euro netti al mese. Con la Cig a zero ore si sarebbero ridotti a 834 (il massimale). Grazie al CdS e alla distribuzione sul mensile del premio aziendale prima annuale (che con la Cig avremmo perso) le paghe sono passate a 1.100- 1.200 euro. La differenza naturalmente c'è ma non così pesante.
E dei corsi di formazione che ci dici?
Abbiamo quasi completato i corsi sulla sicurezza nel lavoro e ora stiamo pensando a quelli per migliorare le nostre competenze professionali.
Andiamo all'inizio di questa vicenda. Come hanno reagito i tuoi compagni di lavoro alla proposta di CdS?
In generale bene, naturalmente sapendo che si trattava di uno strumento di difesa e che comporta comunque dei sacrifici. Dobbiamo però fare alcune premesse per capire meglio le cose. La prima è che in questa azienda, pur essendo per costituzione esposta ad alti e bassi del mercato e della produzione, fino a qualche mese non si era fatto ricorso alla Cig dal 1993 dopo che era andato a regime un sistema di organizzazione del lavoro flessibile istituito nel 1988. Poi in primavera arriva il macigno della crisi e si va in Cig a zero ore per tre settimane. Una soluzione migliore la volevano tutti e l'abbiamo trovata nel CdS. L'altro fatto è che per arrivare all'accordo con l'azienda sul CdS abbiamo discusso con tutti i lavoratori, con ripetute assemblee e riunioni. Insomma si è trattato di una scelta che ha coinvolto attivamente tutti.
L'altro punto di forza del CdS ci hai detto è quello di tenere tutti in azienda, a lavorare e con una prospettiva positiva ...
E' vero, siamo tutti in fabbrica, a lavorare o a studiare. I rapporti tra sindacato, Rsu e lavoratori sono positivi. Anche per l'azienda lo strumento del CdS è utile e la programmazione dell'attività produttiva funziona molto bene. Sappiamo che abbiamo uno strumento che ci permette di affrontare tutto sommato bene anche una lunga crisi. Ma speriamo che finisca presto.