Suicidi per crisi. Porto (Cisl Veneto): siamo oltre al semplice segnale di disagio

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"18 suicidi in 16 mesi nella nostra regione rappresentano qualcosa di più di un semplice segnale di allarme- è questo il primo commento di Franca Porto di fronte all'ennesima notizia del titolare di una piccola impresa edile che si è tolto la vita a Camposampiero di Padova. "E' giusto parlarne ma con il giusto rispetto che si deve alle persone e alle famiglie colpite da un dramma così difficile da accettare. Oltre che alle persone che muoiono nel lavoro, in calo grazie all'intensa opera di sensibilizzazione e di prevenzione svolta da sindacato, istituzioni ed associazioni imprenditoriali, oggi la crisi ci sbatte in faccia anche queste morti".
Alla base di quella che si presenta come una catena di suicidi la crisi economica ed i suoi effetti devastanti che colpiscono, senza guardare in faccia nessuno, sia i lavoratori dipendenti che i piccoli imprenditori. Su 18 casi ben 14 riguardano lavoratori autonomi ed imprenditori. Negli altri quattro si tratta di operai. "La crisi, quando colpisce duro, fa saltare le sicurezze, le speranze per il futuro, le prospettive e mette in ginocchio quella cultura del lavoro che a volta coinvolge nell'impresa anche i beni famigliari ed i famigliari stessi. C'è chi ne rimane schiacciato ed il suo disagio può arrivare al gesto estremo". Per la segretaria della Cisl è necessario dare ancora più forza e consistenza all'azione di contrasto della crisi con politiche di sostegno alle imprese e per il rilancio dello sviluppo. Per la Porto il "nessuno deve essere lasciato solo" deve riguardare non solo i lavoratori dipendenti ma anche gli imprenditori. "La crisi- conclude- nei prossimi mesi potrebbe riservarci molti bocconi amari. Ci sono aziende che stanno consumando le ultime riserve e se non c'è per loro una rapida ripresa rischiamo seriamente di chiudere definitivamente i battenti e di licenziare gli eventuali dipendenti. Quando l'economia cammina all'indietro qualcuno rischia di restare soffocato tra debiti da saldare e crediti non riscuotibili".
La lunga sequenza di suicidi in Veneto è cominciata ancora nell'autunno del 2008 ed ha coinvolto, in una triste statistica, soprattutto artigiani e piccoli imprenditori delle province di Padova, Treviso e Venezia. Nel gesto di togliersi la vita si sono accomunati titolari di impresa italiani ed immigrati stranieri. In qualche caso per circostanze fortuite l'epilogo non è stata la morte.

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