Speedline: nuovo appuntamento al 19 aprile
"L'incontro, come temevamo, è stato interlocutorio, ma non inutile" Questo il giudizio sintetico di Gianni Faneco, segretario della Fim di Venezia, del confronto tra sindacato, rappresentanti dell'azienda e del governo che si è svolto oggi a Roma presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico.
Ha dunque in parte sortito gli effetti voluti la trasferta romana dei 300 della Speedline di Santa Maria di Sala. Partiti a mezzanotte con pullman ed auto sono arrivati nella prima mattinata a Roma dove hanno manifestato, con un lungo presidio in piazza Barberini, davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico, inscenando anche la pantomima del pollo italiano spennato dagli svizzeri, metafora di ciò che sta accadendo in questi mesi nella fabbrica veneziana della multinazionale Ronal.
A metà mattinata i rappresentanti dei lavoratori hanno quindi incontrato il dott. Gianpietro Castano, responsabile per il Ministero del pool che si occupa delle aziende in crisi. Allo stesso i sindacalisti hanno rappresentato l'evoluzione della situazione nello stabilimento veneziano che occupa circa 500 lavoratori. "Assistiamo- hanno denunciato i sindacalisti- ad un progressivo depauperamento del sito produttivo. Nelle ultime settimane ad esempio il forno di fonderia che doveva essere istallato a Santa Maria di Sala è finito in Messico mentre la certificazione dei cerchi delle ruote per la Audi è stata trasferita in Germania e negli USA".
Ma, più in generale, sembrano venire progressivamente meno gli impegni assunti a suo tempo dalla multinazionale svizzero (proprietà)- tedesca (management) che prevedevano la realizzazione di un nuovo stabilimento (il terreno è già stato impegnato) a pochi passi da quello attuale per far posto ad una politica di lento spegnimento dell'attività produttiva.
Da qui la metafora del pollo spennato ma anche la forte preoccupazione sul futuro di quella che è stata, fino a poco tempo fa, la culla della tecnologia più avanzata per la produzione dei cerchi delle ruote di automobili ed autotreni, prodotto di cui la Speedline conquistò la leadership mondiale, a cominciare dalle fasce di mercato più alto come le auto da corsa.
Nel corso dell'incontro, a cui i vertici della Ronal non hanno partecipato adducendo contemporanei impegni, su sollecitazione del Ministero, il dott. De Angelis, direttore dello stabilimento veneziano, ha esposto il piano industriale che la proprietà intenderebbe mettere in pratica e che prevede due passaggi. Il primo, immediato, dove si andrebbe a ridurre i lavoratori occupati dai 530 ai 470 mediante l'uso della CIGS. Il secondo, successivo, ma entro 12 mesi, con una forte riduzione dei volumi produttivi, accompagnata dalla esternalizzazione di alcune attività quali l'attrezzeria, la manutenzione e la movimentazione interna, che porterebbe ad un ulteriore taglio di 220 posti di lavoro. Accanto a questo poi tagli sulle retribuzione e cancellazione di altre conquiste sindacali aziendali.
"Di positivo- prosegue Faneco- è che di fronte a questo progetto che porta sostanzialmente alla chiusura di Santa Maria di Sala non c'è stata solo la nostra decisa opposizione ma anche quella del governo che ha sostenuto la nostra posizione assolutamente critica rispetto a questo progetto. Il dott. Castano ha quindi invitato il rappresentante dell'azienda ha contattare seduta stante la proprietà con la quale è stato concordato un nuovo appuntamento per il prossimo 19 aprile".
I rappresentanti sindacali e del governo, nel respingere il piano di tagli presentato dall'azienda, ne hanno sollecitato uno di nuovo, atto a garantire la continuità produttiva.