Speedline: la ruota torna a girare
C’è soddisfazione, contenuta, nelle parole di Gianni Fanecco, segretario della Fim di Venezia, nel descriverci l’accordo a cui si è pervenuti presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma per la Speedline di Santa Maria di Sala.
“Eravamo partiti molto male perché la multinazionale Ronal aveva deciso di dismettere lo stabilimento che continua a perdere oltre un milione e 200 mila di euro al mese. Sono però intervenuti due fattori nuovi che hanno rimesso questa decisione in gioco ed aperto qualche speranza- ci dice il sindacalista- il primo è quello che la Commissione Europea ha introdotto un dazio del 20% sui cerchi in lega importati da Cina ed India. Questo fatto ha cambiato lo scenario su cui opera Speedline in Europa. Il secondo fatto è quello dell’accordo Fiat che prevede un aumento delle produzioni di auto in Italia e quindi del bisogno di componentistica come i cerchi in lega per le ruote. C’è poi da aggiungere un terzo fattore: a Santa Maria di Sala si sta recuperando efficienza e produttività. L’insieme di questi tre fattori ha indotto il CdA della Ronal a darci almeno un altro anno di attività”.
Per la fabbrica veneziana cambia però il progetto industriale: si produrranno quelle tipologie di cerchi di cui il mercato richiede piccole quantità e che per questo motivo è antieconomico realizzarle negli stabilimenti altamente automatizzati della Ronal che lavorano su grandi serie. “Cambia quindi la missione di Santa Maria di Sala per tornare, nei fatti, alle sue origini: produrre piccoli lotti di ruote speciali, componenti di nicchia, dove la massima automazione non è necessaria. L’obiettivo è quello che lo stabilimento possa arrivare, nel corso dell’anno che abbiamo davanti, ad un pareggio dei conti di cassa” precisa Fanecco, aggiungendo che a questo scopo servirà anche introdurre nuove forze in azienda, anche con l’assunzione di giovani lavoratori. A questo punto la prossima scadenza per i 500 della Speedline è per il 20 maggio quando, presso la sede della provincia di Venezia, si discuterà di un nuovo piano di Cig e con forti incentivazioni all’esodo volontario. Per quanto riguarda i livelli occupazionali si prevede una riduzione di circa 50 unità e quindi una fabbrica con circa 450 lavoratori occupati. All’incontro romano ha partecipato anche Giulio Fortuni della segreteria regionale della Cisl del Veneto. L’assemblea dei lavoratori ha espresso una valutazione positiva sul risultato raggiunto anche se le preoccupazioni per il futuro persistono. Ma, intanto, la ruota per un altro anno continua a girare anche qui.