Speedline (Ve): Ronal vampira?

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Tira una brutta aria alla Speedline, azienda della multinazionale Ronal, che occupa a Santa Maria di Sala (Ve) circa 500 lavoratori nella produzione di cerchi in lega per le ruote di autoveicoli.

Il perché lo ha spiegato senza mezzi termini oggi, in una assemblea- sciopero di due ore organizzata dalla Rsu, il segretario della Fim veneziana, Gianni Fanecco. "Ad oggi non c'è alcun segno concreto dell'impegno che la Ronal si era presa al Ministero dello sviluppo, cioè quello di investire nella riorganizzazione di questo stabilimento per renderlo più competitivo. Al contrario: la fabbrica di

Bergamo (160 dipendenti, il secondo del gruppo svizzero in Italia) è stato chiuso in barba a quanto concordato al Ministero e gli investimenti, che dovevano essere fatti a Venezia sono andati in un nuovo stabilimento collocato nell'Est Europa (si ipotizza in Polonia, ndr)". A completare il quadro, già fosco, della situazione, Fanecco ci aggiunge la recente acquisizione da parte della Ronal anche della BBS, la maggiore concorrente diretta della Speedline di Santa Maria di Sala. "Le due aziende sono alternative l'una all'altra. Sotto una unica proprietà una delle due va chiusa".

Mettendo insieme questi fatti e tirandone le somme, è questa l'analisi del sindacalista- risulta abbastanza chiaro che qui si vuole chiudere l'attività produttiva "sappiamo che, vista da fuori, la situazione della Speedline risulta più che rosea. Tutti i lavoratori sono tornati in produzione, da due mesi a questa parte c'è addirittura un picco di lavoro- incalza il dirigente Fim che, peraltro, proviene proprio da questa azienda- ma si tratta di un effetto, effimero, della chiusura di Bergamo. Infatti qui stiamo portando a termine delle commesse che non avranno proseguo visto che il prodotto bergamasco (cerchi di ruote per autotreni) sarà trasferito in Asia. La vera prospettiva che la multinazionale svizzera ha in mente per Venezia è quella della chiusura, non immediata, ma nemmeno tanto lontana".

Fanecco ha portato anche altri elementi a sostegno di questa previsione. "In sede di discussione aziendale abbiamo avanzato proposte molte vantaggiose per un'azienda che vuole effettivamente investire sulla ristrutturazione interna e la riorganizzazione del sistema di produzione, come ad esempio la nostra disponibilità a passare al ciclo continuo integrale, ma la cosa ha lasciato la direzione aziendale completamente indifferente".

L'assemblea si è conclusa con la richiesta, già formalizzata, di un incontro congiunto con Comune, Provincia e Regione che dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni. In quell'ambito sarà presentata da parte sindacale la richiesta di ottenere un incontro presso la Presidenza del Consiglio visto che il tavolo di confronto ministeriale è stato di fatto disatteso dalla Ronal. Multinazionale che, ha ricordato Fanecco- ha nella sua tradizione il metodo di chiudere gli stabilimenti, senza trattare ammortizzatori sociali, non venderne o cederne ad altri le attività ma di svuotarli di tecnologie, prodotti e mercati, lasciando la gente per strada. In breve: la classica multinazionale vampiro.

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