Sicurezza e integrazione, Bonanni a Treviso. Intervista a Silvano Filippi, Siulp Veneto

Organizzata da Fare Veneto si svolge domani 7 aprile a Quinto di Treviso una tavola rotonda sul tema Sicurezza ed integrazione, un percorso possibile nella scuola, in sanità e nelle comunità locali. Tra i partecipanti Raffaele Bonanni e Felice Romano segretario nazionale del Siulp.
Un tema su cui la Cisl del Veneto è più volte intervenuta per contrastare scelte e provvedimenti nazionali, regionali e anche di alcuni enti locali mirati più a creare discriminazioni e quindi emarginazioni che a risolvere i problemi della integrazione e della sicurezza.
Nella stessa giornata il Siulp Veneto ha convocato l'attivo dei quadri di tutte le province del Veneto per una discussione con il segretario nazionale sul recente accordo contrattuale.

Sul tema sicurezza pubblichiamo una intervista a Silvano Filippi segretario del Siulp del Veneto.
Silvano Filippi è il segretario del SIULP del Veneto, è in Polizia da 24 anni con il grado di ispettore superiore della Questura di Verona.

Quando parliamo di forze di polizia in Veneto di quante persone parliamo?
La forze effettivamente operativa in Veneto è costituita da circa 4.000 unità. Con le altre divise arriviamo a circa 14 mila.

L'integrazione con le altre forze di polizia...
E' carente per molte ragioni. Se si lavora in strutture separate è difficile collaborare, e poi servono regole che disciplinino e rendano obbligatorio il coordinamento delle singole forze di Polizia. Invece ben poco possono fare con la loro buona volontà i prefetti ed i questori quando i 3 ministeri che decidono su Polizia (Interni), Carabinieri (Difesa) e Finanza (Economia) vanno ognuno per conto proprio. Vedi il conflitto di Maroni con La Russa sull'uso dell'esercito e vice versa sulle ronde.
Infine: cinque distinti e separate forze di polizia (oltre alle tre sopra citate abbiamo anche la Polizia Penitenziaria e la Forestale) sono una anomalia mondiale. Consumano il 13% del PIL contro 8% della polizia tedesca (che è una e basta).
Se poi aggiungiamo la polizia municipale, l'uso dell'esercito e adesso anche le ronde, la frammentazione diventa assoluta ed i costi crescono ancora.

Rispetto a 20 anni fa in Veneto siamo più sicuri o più a rischio?
Rispetto a 20 anni fa stiamo peggio, principalmente per il fatto che con l'immigrazione è arrivata nuova criminalità che si è aggiunta a quella locale. In gran parte si tratta di persone che già compivano reati nel loro paese. Il culmine dei reati si è avuto nel 2001-2002 per effetto di una infausta combinazione di fattori. Paradossalmente l'integrazione tra italiani e stranieri è avvenuta nel settore della criminalità. La sintesi e la spartizione della aree di "competenza" tra criminalità italiana, dell'Europa orientale (già arrivata da noi dopo la caduta del Muro di Berlino) e dell'africa, sia del Magreb che dell'area sub sahariana, oltre a quella del resto del mondo, e penso in particolare a quella cinese, è giunta in questo periodo al suo apice. La polizia ha reagito e dopo qualche anno i reati erano calati e le carceri erano piene. Poi c'è stato l'indulto e quindi una nuova ondata di reati. Ora però stiamo riprendendo i recidivi. Posso dire quindi che oggi si è più sicuri di 5 anni fa.

Se parliamo di criminalità vera quanto incide quella degli stranieri?
Dipende dal tipo di reato. Nella violenza contro le persone, come ad esempio la violenza sessuale e la pedofilia, i reati sono compiuti soprattutto da italiani. L'allarme stupri di qualche mese fa è stato l'effetto di una campagna mediatica gestita ad arte, e con fini del tutto indipendenti dalla prevenzione di questi reati. Purtroppo gli stupri e le violenze contro le donne continuano, anche se è cessato il clamore, e la cosa grave è che tali infami reati avvengono soprattutto all'interno delle famiglie. Ma di questo la stampa non si occupa, anche se le statistiche dovrebbero far comprendere l'entità e la gravità del fenomeno.
In altri reati la quota di stranieri varia a seconda dell'area geografica. Ad esempio: in Veneto su 100 carcerati per droga 65 sono stranieri, a Napoli 96 sono italiani e 4 stranieri, la camorra controlla rigidamente tutta la catena. Così avviene nello sfruttamento della prostituzione.
In generale si può dire che nella manovalanza il predominio è degli stranieri, sovente loro stessi vittime. La gestione del flusso di capitali generata è invece ben coordinata con interessenze tra le varie etnie ed in raccordo con la criminalità domestica.

La Fini -Bossi e le altre norme, comprese quelle in discussione, sulla immigrazione che effetto hanno avuto sul controllo della criminalità straniera?
La Fini Bossi ha ingolfato la polizia e la magistratura che devono perdere tempo e consumare risorse per le pratiche di espulsione di chi non ha il permesso in regola. Ma tempo e risorse notevoli vengono consumate anche per le procedure burocratiche necessarie per dare regolarità di legge a milioni di stranieri.

Facciamo il punto sulla Polizia di Stato: parliamo dei mezzi e degli uomini
In Veneto siamo messi molto male. I tagli ci sono stati e i numeri del Ministro sono falsati: le risorse reali per la sicurezza non sono aumentate. Anzi. Alcuni esempi per dare l'idea delle condizioni di operatività: la Prefettura di Padova ha tre (3 !) euro sul fondo anticipo missioni, e il personale aspetta il pagamento delle missioni del 2008. Io stesso ho ricevuto qualche giorno fa 48 euro di rimborso di una missione fatta a luglio 2008.
Gli straordinari: al Reparto Mobile di Padova si paga la metà delle ore fatte ed il resto va , obbligatoriamente, in riposi compensativi, quindi assenze dal lavoro coperte dal personale presente con lavoro straordinario. Il classico cane che si morde la coda.
Sempre a Padova il Questore, esasperato per l'evidente impossibilità di far fronte alle esigenze provocate dal calo degli organici non compensati da nuove assunzioni, è arrivato al punto da inserire nella attività lavorativa alcuni pensionati della Polizia (che hanno accettato per senso civico e responsabilità), ma questo ha provocato evidenti ulteriori difficoltà in ordine alla responsabilità di soggetti che non possono certo essere immessi nel circuito lavorativo senza un inquadramento organico, e soprattutto senza che sia chiarito a chi essi debbano rispondere ed in che termini.
Sui mezzi: a febbraio circolare del Ministero: non ci sono più soldi per automezzi, carburante e manutenzione. Effetto: ad oggi , a puro titolo di esempio, a Verona la Stradale ha solo 3 auto su 15 funzionanti. E parliamo di macchine da 250 mila km. E solo 2 moto efficienti su 8. A Venezia il 60% dei veicoli sono fermi per manutenzioni che richiederebbero anche solo poche centinaia di euro. Non mi pare che il ministro possa permettersi di ostentare, come invece insiste a fare, ottimismo.

A quali condizioni i cittadini organizzati potrebbero essere utili all'azione delle forze di polizia?
Nelle attività di polizia i corpi organizzati che rispondono ad una autorità politica locale non garantiscono una azione oggettiva. C'è il rischio del caos. Passi il volontariato, ma non è accettabile una confusione dei ruoli quale quella che vorrebbe certa parte del governo. Ad ognuno al suo mestiere e quello del poliziotto non è proprio un mestiere che ci si inventa a tempo perso e nemmeno con qualche ora di corso.

Quali sono le vere emergenze?
Il riciclaggio del denaro sporco e la droga. Sono reati che alimentano altri reati. Il riciclaggio è la forza della criminalità organizzata, la droga arriva nelle famiglie. Ma nessuno ne parla. E questo mi preoccupa. Ci troveremo presto una intera generazione bruciata da droghe molto più devastanti di quelle che eravamo abituati a conoscere. L'effetto sarà devastante, soprattutto dal punto di vista sociale. A dirlo non sono io, ma i referenti dell'osservatorio delle droghe del ministero della Salute.

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