Sessant'anni di Fai in Veneto

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La Federazione dei lavoratori dell'agroindustria del Veneto festeggia, i suoi sessant'anni di attività sindacale con una prima manifestazione che si svolgerà stasera a Motta di Livenza. "In Veneto la Cisl - ricorda il segretario regionale Onofrio Rota- ha da sempre una fortissima presenza tra i lavoratori dei due grandi settori che noi rappresentiamo: gli operai e gli impiegati agricoli da una parte, gli addetti al settore agro-alimentare dall'altra. Una presenza che è rimasta tale nel tempo anche a fronte delle rivoluzioni economiche che hanno determinato, dal dopoguerra ad oggi, profondissimi e radicali cambiamenti nei modi di produrre e di lavorare in questi settori, oltre che a ridimensionarne il peso specifico nell'economia e nella occupazione regionale".
La rappresentanza nella Cisl di questa realtà del lavoro nasce, negli anni Cinquanta, con due distinte federazioni: quella dei lavoratori agricoli, la Fisba che organizza i braccianti (detta anche Liberterra, tra i suoi soci Beppe Fenoglio, l'autore de Il partigiano Johnny) e la Fulpia che associa i dipendenti delle aziende di trasformazione dei prodotti agricoli e dell'allevamento e che successivamente assumerà il nome di Fat.
Nel 1997, a Lignano Sabbiadoro si celebra il congresso dove si unificano le due sigle nella Federazione Agricola Alimentare Ambientale Industriale: l'attuale Fai Cisl.
Ospite della serata Giampiero Bianchi, docente di Storia economica e sociale alla Cattolica e ricercatore della Fondazione Pastore di Roma.
Il prof Bianchi è anche direttore della Scuola di Formazione e del Servizio Documentazione della FAI CISL.
"Celebrare il 60° della Fai del Veneto mi pare - ci dice Bianchi- una utile occasione per fare il punto sulle prospettive strategiche di un moderno sindacalismo del lavoro nell'Agro-alimentare-ambientale. Sessanta anni sono infatti una prospettiva ottima per parlare dell'oggi: in particolare nel settore della contrattazione, forse l'area di attività dove più evidente e clamorosa è stata l'innovazione prodotta dalla Cisl come sindacato libero e nuovo". La marcia in più della Cisl, è la tesi di Bianchi, sta nella sua capacità di introdurre innovazioni, senza curarsi del successo immediato, e poi di difenderle, diffonderle e dar loro spazio.
"In particolare - sostiene il prof - questo appare nel settore agroalimentare: in agricoltura ad esempio con la svolta del 1995-96 con l'invenzione della contrattazione territoriale (non più solo integrativa) ma in realtà da sempre con il grande spazio dato gestione sindacale del collocamento e alla previdenza integrativa di origine contrattuale e di natura bilaterale (le casse extra legem provinciali, i fondi integrativi sanitari nazionali, l'Enpaia, ecc.), un percorso iniziato a fine anni '50 e sviluppatosi sempre più. E così negli altri settori seguiti dalla Federazione: dall'industria alimentare alla bonifica. alla forestazione, ecc. Un percorso non privo di problemi e di pause ma che la Fai intende proseguir senza tentennamenti".

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