Scorzè (VE): alla San Benedetto, la dignità sotto il tetto
Sarà operativo dal domani 16 ottobre il Codice di Condotta della San Benedetto, l'azienda produttrice della omonima acqua minerale e di bibite con sede a Scorzè, in provincia di Venezia. Frutto di un lavoro durato quasi due anni da parte della Commissione Pari Opportunità Aziendale, composta da due rappresentanti per i lavoratori e due rappresentanti per la proprietà. "Abbiamo utilizzato come consulente la Consigliera delle Pari Opportunità del Comune di Venezia, Federica Vedova, per produrre il Codice per la tutela della dignità delle donne e degli uomini in azienda che consta di 10 articoli, i primi che definiscono la molestia sessuale e morale l'ultimo la formazione e l'informazione in materia- ci dice Paola Prisco, rappresentante per la Fai Cisl nella Commissione e aggiunge - dopo che abbiamo cominciato a distribuire ai lavoratori il Codice molti colleghi mi hanno fermato, anche quelli che ne hanno solo sentito parlare, e tutti per dire: bene, era ora".
La distribuzione delle copie del Codice ai più di 1.200 dipendenti (980 a Scorzè e altri 150 sono nello stabilimento di Treviso) di cui il 20% donne, occupate sia nella produzione che negli uffici, si concluderà domani e per la prossima settimana sono previste assemblee informative.
" Dopo quello della Zanussi, che però risale a 15 anni fa, questo della San Benedetto è il primo Codice di Condotta che si applica in una azienda italiana e che considera anche lo stalking - evidenzia Paola- Tutte le persone che operano, anche transitoriamente, nella nostra azienda devono attenersi alle sue regole e possono avvalersene come tutela in caso di offese, intimidazioni o molestie. Noi contiamo molto sul suo effetto deterrente ma nello stesso tempo auspichiamo che le persone offese lo utilizzino denunciando i fatti alla nostra Commissione che è può valutare a fondo i fatti, sentire i testimoni (chi si nega viene considerato corresponsabile), definire le sanzioni (fino al licenziamento compreso) che saranno applicate dall'azienda".
Non nasconde la sua soddisfazione Paola che ci tiene però a sottolineare che la San Benedetto non è un inferno. Certamente i casi di molestia sessuale ci sono stati, ai danni di alcune lavoratrici, ma il comportamento più diffuso è la molestia morale con offese, intimidazioni, insulti. A farne le spese soprattutto i subordinati, gli stagionali, le donne mentre i molestatori si trovano spesso (ma non solo) tra chi ha un "grado" superiore. Anche l'azienda si è dimostrata pienamente interessata a porre fine a questa mentalità. Tanto che il Codice entra in vigore in un momento di tensione tra RSU e direzione, le bandiere sindacali sventolano fuori dello stabilimento, e ci sono scioperi in corso sulla questione dell'aumento dei carichi di lavoro, degli orari di lavoro non programmati e così via.
"Ma con il Codice andiamo avanti. Vogliamo migliorare la vivibilità in azienda, le relazione interpersonali, combattere mentalità sessiste o da caserma, cancellare i soprusi che offendono la dignità delle persone che li subiscono- prosegue Paola che conclude con una considerazione- forse andiamo in controtendenza rispetto a quello che ci viene proposto anche in tv ma noi sappiamo che se facciamo prevalere il rispetto delle persone nel lavoro qualcosa di positivo si porterà anche fuori dai cancelli dell'azienda".
Vedi il Codice di Condotta