Scola-Bonanni: sintonie nel dialogo
"Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio, altrimenti il nuovo rattoppo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore". E' una frase di Gesù che Marco riporta nel suo Vangelo (Marco, 2-21) e che Franca Porto ha proposto al Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia e a Raffaele Bonanni, come chiave per aprire un dialogo che è proseguito davanti ad un pubblico attento per quasi due ore. Sono parole, ha sottolineato la segretaria della Cisl del Veneto, che esprimono una convinzione della Cisl "per avere ancora sviluppo non basta rattoppare il vecchio sistema economico che ha prodotto la crisi internazionale e grandi differenze sociali. Si può essere tentati di conservare atteggiamenti, mentalità, comportamenti e istituzioni del passato, pensando semplicemente di combinare il nuovo col vecchio". Serve invece una "svolta radicale", che permetta di utilizzare in modo nuovo "il tessuto grezzo di valori come la solidarietà, la sussidiarietà, la sostenibilità e la responsabilità". Valori di cui ha bisogno anche il Veneto, anche se la sua economia e benessere sono ancora tra i primi al mondo. "E' quello che ci ha ricordato - ha spiegato la segretaria generale della Cisl del Veneto - nella sua recente visita, Papa Benedetto XVI".
Bonanni e Scola, hanno accolto l'invito della Porto sollecitati dalle domande del direttore del Gazzettino, Roberto Papetti, chiamato al ruolo di moderatore. "Il confronto - ha detto il Patriarca di Venezia -, il faccia a faccia, è un fattore decisivo per lo sviluppo. Il doloroso incontro con gli operai della Vynils (in sciopero della fame) ci ricorda, ancora una volta, che per uscire dalla crisi, per andare verso una nuova forma di sviluppo, è necessario che il soggetto si ponga in maniera visibile nell'azione personale e sociale: occorre venire allo scoperto, dire la verità e, insieme, cercare una soluzione". E l'uomo, il soggetto, diventa visibile solo se accetta la sua natura profonda, che è quella di essere strutturalmente in relazione. "Quella che stiamo vivendo - ha ricordato il leader nazionale della Cisl -, d'altronde, non è una crisi ordinaria, ma una crisi profondissima e di senso, ecco perché si fatica a trovare risposte su scala globale e locale". Come se ne esce? "Superando ciò che è conosciuto - ha proseguito Bonanni -, ponendo le basi per rapporti solidi di relazione e cooperazione e per un nuovo patto con la comunità". In questi anni di travaglio, come li ha definiti il Patriarca di Venezia, "lo Stato deve governare e non gestire la società civile", ha ricordato Scola. "Siamo ricchissimi e statalisti - ha aggiunto Bonanni -, una vera e propria contraddizione in termini, perché è come voler affidare ad altri compiti che sono di ciascuno di noi". Il federalismo, in questo senso, "solo se inteso come semplificazione, alla cui base c'è la sussidiarietà, può essere la condizione per far esprimere fino in fondo le persone e a impegnarsi", ha detto ancora il numero uno della Cisl.
Federica Baretti