Sanatoria clandestini: 500 euro e passa la paura

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"500 euro, tanto basta per trasformare un pericoloso extracomunitario clandestino, causa di paure e di insicurezza tra la popolazione, in un onesto e utile lavoratore, occupato ad alleviare le pene della vecchiaia, della solitudine e della disabilità di centinaia di migliaia di anziani e portatori handicap".
E' questa la prima valutazione di Maurizio Cecchetto, responsabile per la segreteria della Cisl veneta delle politiche per l'immigrazione, che prosegue "non è uno scherzo e nemmeno una presa in giro. La badante ucraina o moldava che, pur senza possedere il fatidico permesso di soggiorno, tenevamo in casa nostra ad accudire il familiare bisognoso, se paghiamo questi 500 euro si trasformerà in una lavoratrice domestica con tanto di permesso di soggiorno (per il quale sgancerà altri 200 euro della nuova tassa più marche da bollo)",

Ciò non toglie che la Cisl valuti positivamente la decisione del governo di aprire a settembre la sanatoria per i lavoratori domestici extracomunitari senza permesso di soggiorno.
Una sanatoria che porta a conclusione la vicenda del Pacchetto Sicurezza che aveva, negli intendimenti dei suoi sostenitori tutt'altro obiettivo: alzare sicuri ed insuperabili muri contro la presenza e la diffusione nel territorio nazionale di stranieri irregolari che dovevano essere presi, multati e portati fuori dai confini a monito degli altri.

Per Cecchetto, ciò che ha mosso il governo ad aprire le porte a mezzo milione di stranieri (stima di coloro che saranno regolarizzati) non è solo la pressione esercitata dalle forze sociali e la paura di trovarsi con badanti ed anziani in tribunale ma anche gli interessi di cassa. "lo ha confessato un ministro qualche giorno fa dichiarando che dalla sanatoria (o come la si voglia chiamare) lo Stato si attende 11 miliardi di euro (!), cifra che non si capisce da dove esca.
Una stima di precisa, fatta dall'Anolf del Veneto, indica in 250 milioni di euro le entrate derivate dal contributo forfetario all'Inps e in altri 100 milioni di euro dalla nuova tassa per il permesso di soggiorno.
In effetti - sottolinea il dirigente della Cisl si tratta, nel caso dei 500 euro forfetari, di una tassa a carico della famiglia o del badato: la paghi e ti passa la paura di essere passibile di gravi sanzioni (da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato ). Allora perché non destinarne gli introiti alla riduzione dei costi del lavoro a carico di chi assume badanti per l'assistenza a persone non autosufficienti ed ha un basso reddito? La strada è stata aperta dalla Regione Veneto ed ha favorito la diffusione di questo tipo di assistenza e della sua regolarizzazione. Così come la tasse dei 200 euro sul permesso introdotta nel Pacchetto sarà destinata alle politiche per l'integrazione perché non fare cosa simile con quest'altro contributo? Così, i 500 euro pagati dalle 500 mila famiglie, assomiglieranno un po' meno ad un riscatto e un po' di più ad una forma di solidarietà verso i più deboli.

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