San Benedetto: la rondine si rifà il nido
"Un accordo che rilancia l'azienda nei mercati e quindi salvaguarda l'occupazione".
Così Piero Scomparin, segretario Fai Cisl di Venezia, sintetizza l'accordo sottoscritto oggi, previa approvazione dell'assemblea dei lavoratori, con la direzione della Acqua Minerale San Benedetto.
Ci sono voluti tre giorni di sciopero e più di 12 ore di trattativa, conclusasi presso la Provincia di Venezia, per arrivare a questo accordo "merito anche - sottolinea Piero- dei nostri rappresentanti nella RSU che si sono battuti con tenacia per raggiungere l'intesa".
Per capire il significato dell'intesa bisogna fare un passo indietro. La San Benedetto, oltre 1.100 dipendenti fissi in due sedi (Scorzè e Paese) per competere nel mercato aumenta i ritmi ed i carichi di lavoro trovando una forte contestazione da parte dei lavoratori. Questi aumenti di produttività non sono però sufficienti a garantirsi il futuro e l'azienda punta quindi ad una riorganizzazione dell'attività produttiva nello stabilimento di Scorzè. La scelta, assieme al ricorso alla Cig straordinaria, viene annunciata a freddo a fine ottobre ed il sindacato vi risponde con lo sciopero e con la richiesta di un piano industriale.
"Ora il piano industriale c'è - sottolinea il segretario non nascondendo la sua personale soddisfazione - ed è un piano che prevede un rinnovamento degli impianti e dei processi della produzione ed una riorganizzazione dell'area commerciale. L'azienda quindi investe per aumentare qualità e produttività ma non solo nelle macchine ma anche con i lavoratori. L'accordo prevede infatti che tutti i lavoratori interessati dai cambiamenti parteciperanno ad un percorso formativo (di media 25 ore pro capite). Il risultato finale sarà una San Benedetto più forte nel mercato e quindi in grado di mantenere i livelli occupazionali raggiunti".
La riorganizzazione, che si svilupperà nel corso del 2010 e 2011, prevede anche il ricorso alla Cig Straordinaria per permettere gli interventi sugli impianti e sui servizi. Sarà fatta a gruppi non superiori alle 160 unità sospese a zero ore.
Per compensare le perdite di retribuzione è stato concordato il pagamento di contributi integrativi mensili proporzionati ai mesi di sospensione (dai 250 ai 400 euro) e sui ratei di 13^, 14^ e Tfr (100 euro pro rateo). L'accordo istituisce anche incentivi economici per chi intende prepensionarsi (dalle 5 alle 15 mensilità).
La rondine si rifà il nido per sfidarsi in nuovi e più ampi voli. Anche grazie ad un sindacato responsabile e a dei lavoratori partecipi.