Sacconi: nel 2010 ancora ammortizzatori in deroga

maurizio-sacconi

La crisi non è finita, compresa quella finanziaria, e nei prossimi mesi ci può essere qualche nuovo crack bancario. Ma anche la ripresa economica (ci sono i segnali di una crescita dei commerci internazionali) può riservare impatti sociali molto elevati visto che le aziende tenderanno a riposizionarsi e quindi a ristrutturarsi. Ha esordito su queste parole il Ministro Sacconi nell'incontro con la Cisl del Veneto a Mestre sul tema del welfare.
La sfida è dunque quella di cosa fare, sapendo che ci sono due vincoli forti: il debito pubblico e il declino demografico. La proposta di Sacconi è quella di mettere insieme i soggetti che hanno come valore la persona e la famiglia, quindi le istituzioni e le comunità associative (come il sindacato) e territoriali per operare sulla base dei criteri della solidarietà e della sussidiarietà.
Sul lavoro bisogna passare, nel 2010, dalle politiche passive utilizzate nel 2009 all'incrocio di queste con quelle attive.
A proposito del 2009 il Ministro ha sottolineato che l'obiettivo per il quale si è fatto tutto è stato quello di mantenere intatti i rapporti di lavoro ed evitare quindi i licenziamenti: a questo scopo è stata destinata la Cig in deroga che ha reso ordinaria la Cig Straordinaria. Ma poi, rispondendo così alle critiche per la lentezza dei pagamenti dei sussidi, si è anche semplificato tutto il percorso, dalla messa in disponibilità delle risorse al pagamento delle indennità al singolo lavoratore.
I ritardi, ha precisato Sacconi- sono quindi dovuti alla lettura nella vecchia logica della nuova normativa e le lentezze nelle procedure non riguardano solo parte pubblica ma anche quella privata. A questo proposito in Veneto, dove le difficoltà sembrano maggiori che in altre parti d'Italia, il Ministro ha preannunciato per i prossimi giorni un ulteriore intervento di chiarimento tra Ministero, Regione ed Inps.
Sacconi ha anche confermato la disciplina speciale per la Cig in deroga anche per il 2010 dove si attiveranno anche le politiche attive: formazione e collocamento, finora mal funzionanti (la prima) o non funzionanti (il secondo).
In particolare sulla riforma della formazione è prevista la costituzione di un tavolo negoziale tra Stato- Regioni e Parti Sociali. La riforma deve rigirare come un calzino l'attuale sistema formativo sulla base di tre criteri: il lavoro è parte del processo formativo, compreso quello manuale; l'impresa è il luogo più idoneo per apprendere, dalla certificazione della presenza di deve passare alla certificazione del sapere acquisito.
Sulla riforma degli ammortizzatori sociali ha annunciato che il testo di riforma è pronto ma si è ritenuto opportuno non portarlo in discussione in una fase di emergenza occupazione dove l'attenzione è tutta sulla necessità di allungare nel tempo la durata delle tutele. La riforma prevede una riorganizzazione della indennità di disoccupazione e degli ammortizzatori sociali come pure lo Statuto dei Lavori; il tutto si fonderà su due principi: la conferma della base assicurativa quale requisito indispensabile per l'accesso ai nuovi sussidi e un maggior peso nella bilateralità nel completamento delle integrazioni di Cig e indennità di disoccupazione.

veneziasacconi2411

SONY DSC

SONY DSC

SONY DSC

SONY DSC

SONY DSC

Vedi anche...