Rsu alle Poste: in Veneto la Cisl oltre il 50%.

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I risultati sono eclatanti. Il sindacato Cisl dei lavoratori di Poste Italiane (SLP CISL) ha superato il 50% dei voti a livello nazionale sfiorando, in Veneto, il 53% dei consensi.
Un balzo in avanti di ben 9 punti secchi rispetto al voto del 2003 dove l'Slp aveva raggiunto il 44% dei voti.
L'effetto sui rappresentanti eletti è di 87 eletti su 171 e degli 87 eletti della Cisl il 40% sono donne. Circa 10.000 lavoratori di Poste Italiane (al 60% donne) occupati in Veneto negli Uffici Postali, presso il Call Center, nel Cuas e nei 3 CMP ( i Centri di smistamento operanti a Padova, Venezia e Verona) hanno assegnato alla Cisl la vittoria elettorale in tutte le province e collocato le altre sigle sindacali al seguito con 54 eletti alla Cgil, 16 al Sailp, 8 alla Failp e 5 ai Cobas.
Un risultato che premia l'intensa campagna elettorale nella quale l'Slp ha anche sperimentato il meccanismo delle primarie per cui sono stati gli stessi iscritti ad indicare i candidati che poi hanno partecipato alle elezioni ufficiali.
- Lo slogan della nostra lista- spiega Fabio Colombo segretario regionale dell'Slp Cisl - è stato, in tutta Italia "per cambiare, perché così non va" . Poche parole che hanno sintetizzato il nostro programma ma più ancora il sentire e le attese della grande maggioranza dei lavoratori di Poste Italiane. Da oltre 10 mesi infatti il management di quella che è la più grande azienda italiana (SPA con circa 150.000 dipendenti il cui lavoro è regolato da contratto di diritto privato) operano in modo sistematico per dividere il sindacato, emarginare la Cisl, seppure primo sindacato da 40 anni, e anestetizzare la contrattazione aziendale. Una strategia, a cui ci siamo subito opposti, per cui si è tentato da parte della Direzione Aziendale di aprire tavoli negoziali separati, con la Cisl su un tavolo e Cgil ed autonomi su un altro. Ne sono usciti degli accordi aziendali al ribasso, sottoscritti da Cgil Uil e Sailp. E' il caso dell'accordo sugli organici di ufficio dove come Cisl puntavamo alla definizione di parametri chiari sulla dotazione minima di personale mentre Cgil Uil e Sailp hanno accettato e sottoscritto un accordo generico e performato unicamente sulle esigenze aziendali. Stessa cosa per gli aumenti salariali che si sono conclusi con un accordo separato, senza la nostra firma, dove si è spacciato per aumento un semplice anticipo della retribuzione dovuta per il 2009. Ora questo management sa - conclude Colombo - che il sindacato che rappresenta, con maggioranza assoluta di voti e di delegati i lavoratori, è la Cisl. I lavoratori hanno chiarito che "così non va" e quindi siamo arrivati al dunque, alla necessità del "cambiare".

Sottolinea il significato più ampio di questo indubbio successo elettorale della Cisl alle Poste, Franca Porto, segretaria generale della Cisl veneta: - abbiamo vinto non con i richiami ideologici, che non sono mai stati le nostre armi, ma sostenendo con forza e perseveranza la necessità di una vera contrattazione sindacale in questa azienda che, seppure privata da anni, continua a mantenere atteggiamenti statalistici. Ci siamo confermati come il sindacato della contrattazione vera, concreta, anche dura se serve. Ed è di questo sindacato che hanno bisogno i lavoratori di Poste Italiane, una società che ha avuto in pochi anni repentini e profondi cambiamenti sull'organizzazione del lavoro, sui rapporti con il personale, sulle professionalità. Cambiamenti che non sono finiti (ad esempio sta per concludersi quel periodo di moratoria sul libero mercato dei servizi postali che è stato concesso dalla legislazione nazionale) e che richiedono una grande attività di tutela da parte del sindacato. Per questo il "caso RSU Poste Italiane", oltre a rappresentare un indubbio momento di orgoglio per tutta la nostra organizzazione è anche un interessante esperienza di strategia Cisl in una grande azienda privata da cui attingere idee e pratiche.-

Altri documenti:
Comunicato Stampa 14 novembre
Slp Cisl, speciale elezioni RSu 2008
Manovra Economica del Governo 2008 - La liberalizzazione dei servizi postali