Rota (FAI Cisl): i lavori idraulici li facciano i dipendenti della Regione
"Oltre sette milioni di euro al Genio Civile che lavora in appalto, perché non darli ai lavoratori dell'agroalimentare veneto?"
Onofrio Rota, segretario generale Fai-Cisl Veneto protesta contro la decisione della Giunta regionale di assegnare al Genio Civile gli interventi urgenti per mettere in sicurezza le aree rivierasche dei fiumi trevigiani e la pedemontana, zone messe a dura prova dalle precipitazioni torrenziali di inizio novembre e fine dicembre.
"Oggi - spiega Rota - la Regione redige il piano di interventi da assegnare al Genio Civile, che lavora tutto in appalto. Ma si tratta di opere che possono essere svolte sia dai lavoratori forestali che da quelli dei parchi che da quelli della bonifica. E allora perché non assegnare a loro i fondi? Il mio è un appello a salvaguardare posti di lavoro. Stiamo facendo una battaglia tra poveri per trovare fondi per il settore primario e poi vengono assegnati milioni a chi lavora con esterni? Chiediamo all'assessore competente Daniele Stival di far intervenire i lavoratori dei vari comparti del primario".
Di questo e della richiesta di rivedere la decisone di tagliare tutti i finanziamenti al settore primario, si discuterà quindi domani, mercoledì 9 marzo, nel corso dell'incontro che le organizzazioni sindacali avranno alle 11 a Palazzo Balbi con l'assessore Franco Manzato.
Seguiranno poi due giorni di protesta per manifestare il dissenso contro le decisioni della Giunta Zaia che mettono a rischio numerosi posti di lavoro. In particolare sono interessati i settori: servizio forestale, Veneto Agricoltura, Consorzi di bonifica, progetto di riconversione dello zuccherificio di Porto Viro, strutture allevatori APA/ARAV.
Una assemblea generale dei delegati si svolgerà giovedì 10 febbraio a Padova mentre il giorno dopo i lavoratori organizzeranno una manifestazione con sciopero generale davanti alla sede dell'Ente Fiera di Padova in occasione della conferenza regionale sull'agricoltura.
Ufficio Stampa
Monica Borga