Riforma Ammortizzatori: il censimento delle idee.

Riforma Ammortizzatori: il censimento delle idee.

Con l’incontro di ieri a Palazzo Chigi si è dato avvio alla discussione che dovrebbe portare ad una sostanziale riforma delle regole e delle norme di legge che sovraintendono il mercato del lavoro ed il welfare sul lavoro. Nel corso dell’incontro la pressione è salita quando il ministro Fornero ha accennato ad una riorganizzazione della Cig, come ha spiegato Bonanni.
La materia, intesa nel suo insieme degli ammortizzatori sociali (fondati sul trittico delle indennità: Cig, mobilità e disoccupazione nelle molteplici versioni) non è certamente facile da trattare. In questo periodo di crisi poi il complesso sistema dei sussidi che, sostituendo in parte la retribuzione, offrono un sostegno economico a chi il lavoro lo ha perso o non può svolgerlo, funziona a pieno regime, coinvolge milioni di lavoratori ed il solo fatto di metterlo in discussione provoca allarme sociale, più o meno giustificato. Oltre a ciò le proposte di come cambiarlo non mancano e si affollano bussando alle porte che, una volta aperte, segneranno il passaggio dal percorso del dire a quello del fare. E l’impressione generale è che queste porte si stiano aprendo.
Si discute per fare dunque e un contributo ad orizzontarsi tra le diverse idee arriva da un sintetica pubblicazione dell’Agenzia Veneto Lavoro contenuto nel rapporto Misure n° 38 appena pubblicata.
In primo luogo si precisano, appunto, le misure dell’oggetto di discussione, e più precisamente i costi di quelle che vengono definite le “politiche passive” per il lavoro e cioè le tre indennità ma anche altri interventi, come i pensionamenti anticipati. Dalla stima, tratta dai conti fatti dal Ministero del Lavoro e dai dati Inps, la spesa sociale passiva risulta essersi raddoppiata a seguito della crisi: dai 10 miliardi di euro annui nel periodo 2005-2008 ai 19,3 del 2009 fino ai 20,5 dello scorso anno. Chi vuole sapere quanto di questa spesa riguardi il Veneto può ipotizzare una percentuale che oscilla dal 10 al 12% del totale.
Di ancor maggiore interesse le tabelle comparative delle diverse proposte (le principali) di riforma. Quelle presentate dalle istituzioni (Commissione Onofri, il Ddl Ichino, il Ddl Poretti e il Ddl Letta. Poi quelle delle Parti Sociali (Cisl, Cgil, Acli, sindacale unitaria) ed infine di enti ed esperti del settore (da Boeri agli stessi professionisti di Veneto Lavoro). In totale 15 diverse ipotesi, più o meno vicine le une alle altre, che vengono confrontate nei loro diversi aspetti salienti.
Alla fine si capisce che le idee non mancano.
In allegato:
Veneto Lavoro. Misure 38. Documentazione sulle proposte di riforma degli ammortizzatori sociali. Gennaio 2012