Ragazzini (Cisl): a Roma il 9 saremo in tanti
Piero Ragazzini, segretario nazionale della Cisl, ha partecipato oggi alla riunione del Consiglio Generale della Cisl di Venezia che si è svolto a Zelarino ed i cui lavori sono stati aperti da una ampia introduzione di Lino Gottardello, segretario della Unione. A Ragazzini, in questi giorni impegnato in un tour di incontri ed assemblee in tutta Italia organizzate in vista della manifestazione del 9 ottobre prossimo, abbiamo posto alcune domande.
Come si sta muovendo la Cisl in vista del 9 ottobre?
Si sta muovendo con il piede giusto; stiamo facendo direttivi in tutti territori, c'è una grande partecipazione ed attenzione e anche una grande spinta. Stiamo superando ogni aspettativa di partecipazione e avremo a Roma molta più gente di quella prevista in un primo momento.. Questo significa ovviamente una cosa: che noi, ancora una volta, stiamo rinnovando nei fatti la nostra autonomia. Chi pensava che fossimo, in qualche maniera, il sindacato del governo perché vorrebbe un bipolarismo anche nel sindacato, è stato sconfessato clamorosamente. Noi siamo ancorati saldamente all'autonomia, quindi quando serve facciamo gli accordi ma quando è necessario ci mobilitiamo.
Ci sono due fatti nuovi: la proposta della Marcegaglia di un patto sociale da una parte e una CGIL che sembra voglia a tornare al tavolo delle trattative e che avrà il cambio di guardia ai suoi vertici. Cosa ne pensi?
Intanto spero che il cambio in CGIL sia un buon viatico per riprendere un percorso unitario. E' chiaro che dobbiamo avere al nostro orizzonte non un sindacato unico ma un sindacato unitario. Le aperture di queste ore della Marcegaglia ad aprire questo tavolo importante ed inedito, perché questa è inedita questa crisi e va affrontata anche con alleanze inedite, sono un fatto positivo. La Cgil se vuole può rientrare in gioco. Devo però capire che la Cisl non è un incidente della storia sindacale ma ne fa parte. Il concetto più chiaro a proposito lo ha detto un nostro delegato in una assemblea a cui ho partecipato in questi giorni: noi non vogliamo essere il primo sindacato ma neanche il secondo; quindi pari dignità.
Torniamo sulla proposta della Marcegaglia
Proposta interessante, ovviamente non era una proposta solo di Confindustria. A quel tavolo ci saranno anche le piccole-medio imprese. E' un tavolo che serve a sollecitare anche una politica che in questi mesi ha parlato di tutto tranne dei problemi del paese.
Restiamo sulla politica. Tra poco siamo a 150 giorni senza il ministro per lo sviluppo, manca un quadro chiaro di politiche per lo sviluppo, si parla anche le elezioni anticipate.
Noi siamo contro le elezioni anticipate. Questo paese ha bisogno di essere governato perché qui non siamo in un'epoca di cambiamenti: siamo invece in un cambiamento di epoca. E quando si è di fronte ad un cambiamento di epoca c'è bisogno che tutti si assumano delle responsabilità, in primis il governo. Noi chiediamo con forza che quindi ci sia un nuovo ministro allo Sviluppo Economico. Un luogo strategico. Il Veneto ne è particolarmente interessato perché le regioni del nord sono quelle più affaticate dalla crisi. Lo sono perché la loro economia, le loro aziende, si confrontano ogni giorno con i mercati mondiali. Al Ministero dello Sviluppo ci sono tavoli di crisi aperti per più di una ventina di aziende venete. Ribadisco: la politica deve assumersi le sue responsabilità. Noi in questi mesi ce le siamo prese, adesso tocca a loro.
Piero Ragazzini è un metalmeccanico. Ha cominciato a lavorare nel 1976 alla Marcegaglia di Forlì (sua città natale) come operaio. L'anno dopo è già nel Consiglio di Fabbrica, e poi, dal 1984, operatore sindacale della Fim dove assume diversi incarichi di rappresentanza. Poi diventa Segretario Generale della Usr Cisl Emilia Romagna e dal 2004 è componente la Segreteria Confederale.