Primo Maggio, alla Eger con la Solidarietà

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Primo Maggio con il contratto di solidarietà alla Cojugi Eger di Mussolente, tra Bassano del Grappa e Montebelluna. L'azienda tessile, fondata nel 1877 da Francesco Wenceslao Eger e dalla moglie Annunciata, profughi boemi che avevano lasciato l'Impero Austro Ungarico per riparare nel Veneto da poco unitosi all'Italia, che produce tessuti per interni ed abbigliamento casual, sta affrontando i problemi occupazionali determinati dalla crisi del mercato con un contratto di solidarietà attivo dal 1 gennaio 2009 e rinnovato per tutto il 2010.
A presidio del sindacato, la Cisl, c'è Barbara Dalmonte, unica Rsu e fac-totum per i 68 lavoratori, occupati in fabbrica, compresi gli 8 immigrati, metà pachistani e metà del Marocco.
"Il Contratto di Solidarietà è una cosa positiva - ci racconta - che ci permette di affrontare la crisi senza gravi danni allo stipendio e senza avere gente a casa come purtroppo succede da altre parti. In questo possiamo anche dirci, tra virgolette, fortunati ma la preoccupazione rimane sempre sul futuro".
La Conjugi Eger è una delle 60 aziende venete che hanno evitato i licenziamenti e la Cig a zero ore con lo strumento del contratto di solidarietà. Il rafforzamento della integrazione salariale (dal 60 all'80%) delle ore di mancato lavoro in vigore da luglio dello scorso anno, ottenuta grazie all'azione della Cisl nei confronti del Ministero del Lavoro, ha reso ancora più attraente, sotto il profilo della tutela della retribuzione, questo strumento e ne ha incentivato la diffusione.
Il settore più solidale si conferma quello del sistema moda (tessile, abbigliamento, calzature e pelle) con 21 aziende coinvolte. Subito dopo il metalmeccanico con 19 aziende e 21 stabilimenti e il commercio con 16 aziende e 18 unità locali. Contratti di solidarietà sono poi in corso in aziende della gomma-plastica, del trasporto, della carta, del mobile e del terziario avanzato. La provincia che conta più luoghi di lavoro in solidarietà è Vicenza (32 unità locali, soprattutto del tessile). Poi Venezia con 13 unità, Padova (11), Treviso (10), Verona (8) e infine Belluno con un contratto in corso. I lavoratori interessati sono più di 4 mila: un buon Primo Maggio anche a loro.