Previdenza Complementare: astri lontani per i lavoratori pubblici

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In occasione dell'iniziativa promossa da Inpdap Venezia e Veneto sulla previdenza complementare nel pubblico impiego il prof. Maurizio Sarti ha fatto il punto sulla situazione dei Fondi Pensione del settore.

Di attivo, ha sottolineato l'esperto, c'è solo Espero (il nome di Venere, quando splende prima del tramonto), il fondo dei lavoratori della scuola pubblica e privata a cui però aderiscono meno di 100 mila dipendenti, circa l'8% degli interessati.

In attesa di autorizzazione all'esercizio è invece Perseo (la costellazione dell'eroe greco che tagliò la testa a Medusa) il Fondo che dovrebbe gestire la previdenza complementare dei lavoratori dipendenti delle Regioni, delle Autonomie Locali e della Sanità pubblica.

Ancora più in alto mare Sirio (la stella del Cane, la più luminosa nel cielo notturno), il fondo destinato ai dipendenti dei Ministeri, degli Enti Pubblici non economici, della Presidenza del Consiglio, del Cnel e dell'Enac. A questi si dovrebbero aggiungere inoltre i lavoratori delle Agenzie fiscali, dell'Università e della Ricerca.

Buio completo invece nel cielo sopra i dipendenti delle Forze Armate, della Polizia di Stato e più in generale del "comparto Sicurezza", Vigili dal Fuoco compresi.

Lo stato dell'arte della previdenza complementare nel settore pubblico, per Sarti, non è certamente adeguato alle necessità previdenziali dei dipendenti ai quali si applica la riforma del 1995 che prevede l'introduzione del sistema contributivo e la cancellazione del sistema retributivo (oramai prossima) nel calcolo delle pensioni e quindi, per i meno anziani, anche le conseguenti sostanziali riduzioni del tasso di sostituzione (il rapporto tra importo del reddito di lavoro e quello della pensione).

Insomma: nel cielo previdenziale dei lavoratori pubblici ci sono molte stelle, anzi le più brillanti, ma la loro luce fatica ancoraad illuminare la loro futura pensione.