Popolari - Intesa Sanpaolo. Romani (First) “Bene accordo esuberi, ma attenzione per lavoratori fuori perimetro”

Sabato, 15 luglio 2017

“Siamo soddisfatti del primo pezzo di strada, ma ne resta da fare ancora molta per tutelare i lavoratori sul territorio e per dare risposte sul futuro degli oltre settecento dipendenti rimasti fuori dal perimetro di Intesa Sanpaolo”: è il commento del segretario generale di First Cisl, Giulio Romani, all’accordo che regolamenta l’integrazione delle ex banche venete nel Gruppo Intesa Sanpaolo.

Relativamente agli esuberi, l’accordo prevede che le 4.000 uscite concordate siano gestite in due fasi. La prima riguarda almeno 1.000 lavoratori del perimetro ex Popolare di Vicenza ed ex Veneto Banca che matureranno il requisito pensionistico entro 7 anni e che usciranno con cadenza mensile dall’1 ottobre 2017 all’1 gennaio 2018. In autunno, al raggiungimento delle prime 1.000 unità nel  perimetro delle ex venete, sarà coinvolto anche il personale Intesa Sanpaolo per ulteriori 3.000 uscite di lavoratori che matureranno il requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2022. A settembre, azienda e sindacato si incontreranno per definire i trattamenti normativi ed economici dei lavoratori delle ex banche venete.

Sui cosiddetti “fuoriperimetro” Romani ammonisce “Dobbiamo tenere altissima la guardia per tutti gli oltre 700 dipendenti delle aziende escluse dal salvataggio delle banche venete, impedendo che accada loro quanto purtroppo già successo ai dipendenti in altre situazioni di difficoltà irrisolte negli ultimi anni, quali Hypo Alpe Adria o le società satellite di Banca delle Marche”. Tra i 700 a rischio non ci sono solo lavoratori con il contratto bancario, ma anche assicurativi: è il caso dei 21 dipendenti di Apulia Previdenza, società del Gruppo Veneto Banca che opera da trent’anni sulla piazza di Milano.