Pesenti: nel contratto edili più poteri alle rappresentanze locali.

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Per approfondire i contenuti del nuovo contratto nazionale per le imprese edili industriali il gruppo dirigente della Federazione dei lavoratori delle costruzioni della Cisl del Veneto si è ritrovato a Soave con il Segretario nazionale Domenico Pesenti che abbiamo intervistato.

E' un contratto fatto secondo le nuove regole e rapidamente?
Sicuramente fatto sulla base delle regole dell'accordo del 22 gennaio, rapidamente in parte perché la pesante crisi del settore ha pesato. Nonostante questo le nuove regole hanno funzionato e ci hanno permesso di fare un contratto che tutela il salario dei lavoratori rispetto all'inflazione prevista nei prossimi tre anni e valorizza la responsabilità territoriale delle parti, imprese e lavoratori.

E' un contratto con lo stampo "federalista"?
E' un contratto che valorizza il secondo livello. Abbiamo un contratto, quello nazionale che garantisce tutti ma da la possibilità ad ogni territorio di cogliere le proprie specificità e soprattutto di poter dare una retribuzione adeguata alle condizioni del mercato di ogni provincia.

Cosa viene dato ai territori da gestire?
Il nostro contratto nazionale affida già molte parti alla gestione delle parti provinciali: l'orario di lavoro, le ferie, le Casse Edili. Con questo contratto rafforziamo questo impianto e diamo alle parti la responsabilità di contrattare effettivamente anche una parte del salario legata all'andamento del settore nel territorio. Quindi con un rimando del salario nazionale nel territorio ma un vero e proprio salario territoriale.

E oltre al salario?
E' stato rafforzato l'impianto degli nostri enti bilaterali che sono territoriali affinché attraverso questi il lavoratore possa trovare formazione professionale, trovare una occupazione anche con la gestione diretta dell'incrocio della domanda- offerta di lavoro.

In edilizia il lavoro è sempre più straniero, ma questi immigrati edili spesso non hanno una casa per loro ...
In effetti è proprio così, chi costruisce non costruisce per se. Ma questo è un problema più generale. Dobbiamo tutti insieme dare più valore al lavoro, a chi lavora con le mani e fatica. Invece oggi viene premiato di più chi gestisce i soldi degli altri che chi crea ricchezza. Noi cerchiamo nel nostro settore di valorizzare il lavoro del muratore dove servono buone mani ma anche molta intelligenza. Ai lavoratori immigrati, che spesso sono bravi nel mestiere vogliamo dare, tramite le nostre Scuole Edili, ancora maggiori professionalità. Nel contratto poi abbiamo dedicato a loro particolari attenzioni: corsi di formazione sulla lingua, sulla sicurezza, il cumulo delle ferie per tornare in patria più facilmente.

Dalla crisi del settore chi ne uscirà: le imprese regolari o il lavoro irregolare e nero?
La crisi è molto pericolosa perché può favorire la concorrenza sleale, il lavoro a minor costo a tutti i costi. Con il contratto abbiamo aumentato le possibilità di controllo sulle imprese. Al Governo chiediamo di tutelare le imprese regolari e quindi riforma del sistema degli appalti, abolizione del massimo ribasso, controllo con il Durc. La crisi delle selezionare le imprese espellendo dal mercato quelle che non sono serie e non rispettano le regole contrattuali e la stessa vita dei lavoratori. Per questo non chiediamo anche, per chi vuole avviare una impresa, una patente a punti, da ritirare se non vengono rispettate le regole.

Expò Milano: ci sono gli edili per costruire le opere necessarie?
Ci sono. Con la crisi l'Expò sarà la grande occasione per rilanciare l'occupazione in edilizia. Ma noi vogliamo che sia una occupazione di qualità e quindi vogliamo controlli sugli appalti e sui subappalti che non devono essere il modo con cui si evade e non si rispettano i contratti.

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Bizzotto, Federico, Pesenti e Toigo

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