Per la prima volta insieme. 700 e più dal Veneto
Partono stanotte per Roma con 15 autobus (altri in treno) da tutte le principali città del Veneto, gli immigrati con i rappresentanti sindacali per partecipare alla manifestazione nazionale di domani sabato 10 ottobre organizzata dalla Cisl insieme al Siulp, il principale sindacato di polizia, e all'Associazione Oltre le frontiere dedicata ai diritti degli immigrati e alla sicurezza.
La delegazione veneta che oramai ha superato i 750 partecipanti, dove non mancheranno anche le rappresentanze dei pensionati, si congiungerà a Piazza Navona con quelle provenienti da tutte le altre regioni d'Italia per dare vita a quella che sarà la prima manifestazione pubblica mai svoltasi in Italia che vedrà nella stessa piazza e con le stesse parole d'ordine immigrati, lavoratori, pensionati, personale della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, dei Vigili del Fuoco e finanche delle Guardie Forestali.
Un evento eccezionale con il quale i promotori dell'iniziativa vogliono sottolineare che non esiste contrapposizione tra chi deve garantire la sicurezza delle cose e delle persone e i cittadini stranieri. "La sicurezza- precisa Franca Porto, segretaria Cisl Veneto- è in bene, un diritto, una condizione per tutti, italiani e stranieri come anche per chi opera per garantirla. Anche il poliziotto, come il vigile del fuoco, deve avere la sicurezza di contare su mezzi e strumenti adeguati per operare per la sicurezza degli altri nel massimo della sua sicurezza. Per questo non accettiamo i tagli che il governo ha apportato al comparto e, al contrario chiediamo più soldi, più risorse, più mezzi, altro che ronde."
"Qualcuno- dice Silvano Filippi segretario del Siulp Veneto - potrà rimanere stupito o storcere il naso nel vederci tutti assieme in piazza a manifestare per gli stessi obiettivi. Il fatto è che alcuni sentimenti, come la xenofobia, la paura del diverso, invece che essere combattuti, vengono scientemente strumentalizzati. Nonostante le statistiche sulla criminalità indichino un regresso di incidenza dei reati si insiste nel diffondere la percezione della insicurezza. Una persuasione occulta che pone le basi per ricette miracolistiche, quali le ronde o l'esercito. Si ottiene così un duplice risultato: per un verso si allontana l'interesse dei cittadini dai veri problemi della quotidianità. Per l'altro si delegittima l credibilità delle istituzioni".
Per Gabriele Brunetti, dell'Anolf regionale "le leggi e l'azione di governa a tutti i livelli dovrebbero incentivare e favorire chi è qui per lavorare, per aiutare la propria famiglia o semplicemente per salvarsi la vita. Invece le cose marciano al contrario: la vita quotidiana della persona immigrata per bene è ostacolata dalla burocrazia, dai divieti e dagli obblighi assurdi che premiano solo i furbi e lasciano in pace chi commette veri reati".
La delegazione veneta sarà unita in particolar modo nella richiesta di cambiare le regole per l'acquisizione della cittadinanza italiana.