Padova: la Regione non tagli i finanziamenti al primario
I tagli dei finanziamenti al settore primario previsti dal bilancio regionale del 2011 hanno una conseguenza immediata: mettere a rischio molti posti di lavoro e la sicurezza del territorio. Lo hanno ribadito i segretari delle federazioni sindacali del settore davanti alla assemblea dei rappresentanti dei circa 2.500 lavoratori fissi e stagionali ("avventizi" è il termine contrattuale preciso) che si è svolta stamattina a Padova.
L'elenco dei danni lo ripercorre Onofrio Rota, segretario della Fai Cisl. Per i 650 forestali (200 dei quali avventizi) le risorse passano da 18 a 16 milioni di euro mentre non si sa ancora nulla sui cosiddetti "lavori in delega" svolti cioè per contro delle Amministrazioni locali e che, lo scorso anno, ammontavano a 3 milioni di euro. "Se così rimane - spiega Rota- avremo meno lavoro per gli avventizi e meno cura dei boschi e del territorio naturale". Poi i 10 Consorzi di Bonifica (mille lavoratori fissi e 300 a termine) dove si passa da 10 a 2 milioni di euro e quindi non ci sono i soldi per la manutenzione ordinaria e straordinaria ad esempio degli alvei, dei canali, ecc.
A Veneto Agricoltura, di proprietà della Regione, sono assegnate solo le risorse per la struttura interna ma nulla per il funzionamento delle aziende dove si pratica la sperimentazione come ad esempio Pellestrina (allevamento del pesce), Po di Tramontana (fiori), Cansiglio (vivai piante autoctone). Un altro taglio che può avere conseguenze pericolose è quello dei finanziamenti per l'attività di assistenza tecnica agli allevatori. Un lavoro svolto da circa 180 lavoratori professionalizzati che si occupano anche dei controlli sanitari sugli animali e contribuiscono quindi alla tutela della sicurezza alimentare e quindi della salute pubblica: in questo caso più che di un taglio si tratta di un azzeramento del finanziamento regionale (era di 1,5 milioni di euro) che fa seguito ad un taglio consistente dei finanziamenti erogato dal Ministero dell'Agricoltura.
Infine i tagli colpiscono anche il Parco dei Colli Euganei che avrà 1 milione e mezzo di euro in meno in gran parte nelle risorse per gli stipendi dei 30 lavoratori stagionali che ogni anno vi sono occupati. Senza risposte rimangono sempre i lavoratori dello Zuccherificio di Porto Viro, da anni in cassa integrazione e che sono ancora in attesa che i vari progetti di riconversione elaborati ed approvati negli anni scorsi (2007: produzione di bioetanolo, sostenuto dall'allora assessore Zaia, 2009: biomasse, presidente Galan).
"Pensavo che almeno dopo quello che è successo, come l'alluvione di novembre, le risorse per i Consorzi di Bonifica e i forestali rimanessero intatte- ha denunciato Rota- ma non è stato così. Qui non si tratta di garantire dei posti di lavoro assistenziali ma mantenere professionalità che sono strategiche. E invece si vuole addirittura togliere la prevenzione antincendio alla gestione dei nostri forestali".
Una situazione quindi inaccettabile e che va rimediata dalla Giunta Regionale. Per domani è quindi confermato lo sciopero del settore con una manifestazione davanti alla Fiera di Padova dove si tiene la Conferenza regionale sull'agricoltura.