PREVIDENZA COMPLEMENTARE: BISOGNA CONTINUARE A LAVORARE
PREVIDENZA COMPLEMENTARE: BISOGNA CONTINUARE A LAVORARE
Franca Porto, segretaria generale Cisl Veneto, in attesa dei dati definitivi sulla destinazione del Tfr, esprime soddisfazione per ciò che il sindacato ha fatto, ed elenca gli obiettivi da perseguire nei prossimi mesi
“Una ponderata soddisfazione che ci motiva a proseguire, senza interruzione, la nostra azione a favore della previdenza complementare”. Questo il primo commento di Franca Porto, segretaria generale Cisl Veneto, all’indomani della chiusura del semestre di silenzio-assenso sulla destinazione del Tfr. Mancano ancora dati precisi, ma le valutazioni sono positive.
"In Veneto – spiega Franca Porto - ci aspettiamo una percentuale di adesione alla previdenza complementare ben superiore alla media nazionale che, dai primi sondaggi, sembra attestarsi al 40% dei lavoratori. Questo dato si dovrebbe registrare sia per la quota di adesioni volontarie, che per quelle ai fondi pensione negoziali”.
Queste previsioni si basano sul fatto che in Veneto si sono create delle condizioni “speciali”.
“La prima – spiega la segretaria generale Cisl Veneto - è che il sindacato ha preso molto sul serio questa sfida. In particolare la Cisl ha sviluppato una campagna straordinaria di sensibilizzazione e promozione della previdenza complementare che si è sviluppata con più di 2.000 assemblee aziendali e oltre 200 incontri pubblici nei Comuni e nei quartieri. La seconda è che i lavoratori dell’industria e dell’artigianato veneto hanno avuto la possibilità di scegliere tra i fondi nazionali di settore ed un fondo regionale, Solidarietà Veneto, che ha avuto ottime performance. La terza, portata avanti assieme alle associazioni dell’artigianato, è stata la distribuzione di 100.000 opuscoli informativi per i lavoratori e 30.000 per gli imprenditori”.
E’ comunque certo che la percentuale di adesioni, al 30 giugno, sarà molto diversificata per settori di lavoro. “Alta – prosegue - o altissima nei settori industriali caratterizzati da grandi e medie aziende e da una forte presenza sindacale come la chimica-farmaceutica, l’energia, la metalmeccanica industriale; mentre numeri più modesti li avremo nel terziario dove domina la piccola e piccolissima azienda”.
"La nostra attenzione nei prossimi mesi – conclude Franca Porto - sarà dedicata soprattutto a quattro fasce di lavoratori: i giovani che, pur avendo assoluta necessità di accompagnare la previdenza pubblica con il risparmio previdenziale individuale, non hanno ancora fatto questa scelta (sono il 30% degli occupati); chi ha scelto di tenere il Tfr in azienda in attesa di saperne di più; chi ha avuto i fondi pensione negoziali disponibili da poco tempo (artigianato, studi professionali, ecc.) ed infine tutti i nuovi assunti per i quali il semestre del silenzio-assenso parte dalla data di assunzione”.