Novembre 2010, in Veneto la Cig fa altalena

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Continua l'altalena nelle richieste di utilizzo della Cig da parte delle aziende veneto. Dall'apice dei 15,3 milioni di ore di settembre (record assoluto) si scende per il secondo mese consecutivo. Novembre registra infatti 7,3 milioni di ore autorizzate. Il totale del 2010 sale così a oltre 118 milioni di ore.

Il confronto con la Cig del primo anno di crisi è presto fatto. Oltre ad un aumento del totale ore autorizzate (primi 11 mesi 2010 su stesso periodo 2009: più 58 milioni di ore) si conferma la cronicizzazione della Cig con una riduzione del ricorso alla gestione ordinaria (da 42 a 26 milioni) compensata, in negativo, con una crescita abnorme della gestione Straordinaria (da 13,4 a 52,6 milioni) e in Deroga (da 13,4 a 39,5 milioni).

In pratica: si riduce il numero delle medio-grandi aziende e di lavoratori che entrano in Cig (usando l'Ordinaria) ma si acculano quelle che rimangono in Cig passando alla gestione Straordinaria. La crescita dell'uso della Deroga è determinato sia dalle estensione delle piccole aziende che ne fanno ricorso che da quelle che ne ripetono l'utilizzo.

Sempre confrontando i primi 11 mesi del 2010 con quelli del 2009 abbiamo che, negli ambiti provinciali l'incremento maggiore del ricorso alla Cig riguarda Rovigo (triplicano le ore, da 4 a 12 milioni) e Verona (da 6 a 16 milioni). Raddoppio invece a Padova (da 12 a 24 milioni). In controtendenza solo Belluno con un calo di 2,2 milioni di ore.

Nei principali settori occupazionali e produttivi continua la pesantissima crisi di lavoro nella metalmeccanica (+ 58%), Raddoppiano le ore nel Sistema Moda (da 8 a 16 milioni) che invece triplicano (da 3 a 9 milioni) nel terziario. Meno forti gli incrementi nelle costruzioni (dove però è più rapida la perdita di posti di lavoro) e nella chimica, plastica e vetro.

Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto, rimarca l'importanza dell'accordo stipulato ieri in Regione sugli ammortizzatori in deroga. "Abbiamo allargato la platea delle aziende e quindi dei lavoratori che possono farvi ricorso ma anche la durata della copertura".

Per la Porto è necessario però, con il prossimo inizio del terzo anno di crisi, imprimere una svolta alle politiche per i lavoro  accentuando le scelte che favoriscono nuovi posti di lavoro "ne servono almeno 70 mila per riparare quelli persi mentre per uscire dalla Cig senza licenziamenti, si deve recuperare lavoro equivalente ad almeno 30-40 mila posti. L'accordo con la Regione è il primo passo di questa svolta."

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