Non autosufficienza: i veneti ora hanno una legge di tutela
La battagli è vinta. Dopo 6 giornate di discussione in Consiglio Regionale, con solo tre voti di astensione e nessun contrario, la legge regionale per la non autosufficienza è stata approvata dal Consiglio Regionale giovedì 26 sera.
Grande la soddisfazione in casa Cisl che ha visto impegnate su questa lunga vicenda l'Unione regionale e la FNP . " Ora finalmente abbiamo la legge che istituisce e disciplina il fondo reguinale per la non autosufficienza- ci dice Sabrina Dorio, responsabile delle politiche del welfare per la Cisl del Veneto che, con Adolfo Berti segretario regionale dei pensionati Cisl, ha presidiato le lunghe sedute del Consiglio Regionale. Una legge - prosegue- che da una risposta di dignità e di diritti a più di 180 mila persone, in gran parte anziane ma anche non, e alle loro famiglie".
" La legge approvata - aggiunge Berti- è quella che volevano e che abbiamo contribuito a ideare e a scriverne il testo prima, che abbiamo sostenuto e sollecitato poi. Certo di sono state delle modifiche che in alcuni la hanno anche migliorata, dunque un risultato positivo che si completa con l'approvazione a larghissima maggioranza".
Sia Dorio che Berti confermano che l'impegno della Cisl in materia non si ferma qui. In alcuni punti, anche di grande rilievo, la legge rimanda ad atti successivi sia della Giunta che del Consiglio che andranno seguiti con la stessa partecipazione ed attenzione che è stata posta fin dall'inizio su questo provvedimento, approvato in questo fine legislatura regionale, grazie soprattutto alla costante e pressante azione di controllo e di pressione esercitata dal sindacato pensionanti, anche unitariamente, e dalle confederazioni.
Alcune questioni controverse hanno trovato soluzione in diversi modi. Il requisito della residenza (alcune forze politiche hanno insistito per l'introduzione della barriera dei cinque anni di residenza nella Regione) è stato superato con il rinvio alla Giunta di requisiti e modalità d'accesso alle prestazioni del fondo mentre è stato chiarito che per le prestazioni a carattere semiresidenziale
nei centri diurni per disabili non è richiesta alcuna compartecipazione. Sempre alla Giunta è stato demandato il compito di adottare un atto di indirizzo che stabilisca i criteri per la compartecipazione alla spesa al fine di assicurare uniformità ed omogeneità agli interventi sul territorio regionale.
Infine di grande importanza la modifica di un emendamento all'art.7 del disposto di legge che avrebbe dovuto bloccare il finanziamento della stessa fino a successivo atto legislativo: il testo approvato prevede il invece il mantenimento del gettito irpef, integrato con ulteriori entrate da determinarsi con successiva legge regionale.