Nodari (FNS Cisl): la Sicurezza è ancora un bene comune

Agli Stati Generali dei lavoratori pubblici che la Cisl ha convocato domani, 12 ottobre, a Roma ci saranno anche i rappresentanti dei lavoratori della sicurezza (FNS Cisl, Federazione Nazionale della Sicurezza che comprende i Vigili del Fuoco, la Polizia Penitenziaria e il Corpo Forestale dello Stato). A Daniele Nodari, vigile del fuoco, e segretario regionale di questo sindacato abbiamo posto delle domande sulla condizione del suo Corpo: vale la pena di leggere le risposte.

Nodari (FNS Cisl): la Sicurezza è ancora un bene comune

Intervista Daniele Nodari,
Segretario Generale Regionale della Federazione Nazionale Sicurezza Cisl  del Veneto

Il vostro sindacato aveva denunciato, sia in occasione del tragico terremoto in Abruzzo che dell’alluvione del 2010 in Veneto, una forte carenza di mezzi e strumenti a disposizione dei Vigili del Fuoco. E’ cambiato qualcosa?
No, anzi, è peggiorata.
Non sono più state fatte commesse per l'acquisto di nuovi automezzi. Abbiamo difficoltà persino a farne la necessaria manutenzione che, per il momento, è resa possibile solo dalla generosità e disponibilità di alcune officine che lavorano senza sapere quando verranno pagate. Difficoltà enormi anche per reperire il carburante, i cui fondi, per il 2011 sono già esauriti nel mese di maggio. Anche in questo caso, andiamo avanti  con il credito dei fornitori.
S'inventano ogni sorta d'idee per risparmiare sui consumi, come nelle sedi aeroportuali dove non si fanno neanche più prove agli automezzi o manovre d'addestramento. Tutto questo senza considerare il trenta per cento dei tagli lineari che stanno colpendo tutti i Ministeri, compreso il nostro, quello dell'Interno.

Parliamo anche di personale, sempre nell’ambito dei Vigili del Fuoco. In primo luogo: è sufficiente o siamo sempre ai minimi termini?
Bisognerebbe chiarire il senso del minimo termine, visto che si continua ad abbassare tale limite. La deroga per le assunzioni per far fronte al turn over è avvenuta solo parzialmente  e solo dopo aver assistito a tagli continui nelle Finanziarie precedenti. Abbiamo timore che i nuovi tagli lineari, colpiscano anche le assunzioni previste per fine anno.
Per poter avere il numero minimo nelle squadre d'intervento siamo costretti richiamare vigili del fuoco discontinui, in una misura minima che supera il venti per cento.  Denunciamo inoltre,  una grave carenza, quasi un'emergenza, sul numero dei qualificati, Capi Reparto e Capi Squadra che dirigono le squadre d'intervento, causata da una pessima gestione dei passaggi di qualifica da parte del nostro Dipartimento.
Come nelle recenti calamità, per reperire personale il Dipartimento s'inventa il raddoppio dei turni di servizio, che passano da dodici a ventiquattro ore continue. Un sacrificio questo, che ricade in modo drammatico sul personale operativo e sulle proprie famiglie, mettendo a rischio la propria incolumità fisica, con la beffa inoltre, di non essere pagati. Aspettiamo ancora il pagamento dell'alluvione dell'anno scorso e in parte ancora del terremoto a L'Aquila.

Secondo te ci sono degli sprechi nella gestione dei Vigili del Fuoco?
Come in tutte le Amministrazioni dello Stato si trovano sacche di spreco che stiamo cercando di combattere, come ad esempio la costosissima gestione di due aerei Piaggio P180 voluta fortemente da precedenti Dirigenti del Corpo che non servono assolutamente a niente, se non per fare ''rappresentanza'' e per fare ''concorrenza d'immagine''  ad altri Corpi dello Stato.
Negli scenari operativi, non abbiamo bisogno di aerei, ma di elicotteri che invece, vengono messi a terra perché mancano i soldi alla manutenzione. Centinaia di vigili discontinui vengono richiamati a Roma, per fare da autisti, a Dirigenti e Funzionari o per fare da commessi ed uscieri per l'Amministrazione che dovrebbero essere invece impiegati nelle squadre operative d'intervento.
Una grande battaglia infine, forse la più importante, andrebbe affrontata, come per tutte le Amministrazione dello Stato, cambiando il sistema dei capitolati di spesa.
Se si dotassero cioè, i Dirigenti locali di uno strumento più flessibile per pagare i fornitori, si avrebbero risparmi sorprendenti e radicali. Una vera rivoluzione.

Le misure antiassenteismo di Brunetta ha riguardato anche il vostro settore?
Marginalmente, ma in maniera umiliante.
In un Corpo dello Stato come il nostro, sottopagato, esiste un grande spirito di squadra fra il personale operativo che sopperisce, come abbiamo visto, a forti carenze dell'Amministrazione.
Ci sosteniamo gli uni agli altri, come in intervento. La solidarietà e la sussidarietà da sole non hanno mai lasciato spazio a fenomeni d'assenteismo tra il personale operativo. Sono pertanto inutili e repressive le misure sui controlli delle malattie e degli infortuni a cui, per la nostra attività siamo esposti più di altri.  

Ultima domanda. E’ soddisfacente (nel senso di efficacia) il coordinamento con le altre amministrazioni (Forestali, Protezione Civile, ecc.) chiamate ad intervenire con voi nelle situazioni più complesse (incendi, alluvioni, ecc.)?
Siamo l'unico Paese Europeo dove il Dipartimento della Protezione Civile ed il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile sono due entità distinte. Questa situazione crea molta confusione. La Federazione Nazionale della Sicurezza della CISL chiede con forza che ci sia un'unica regia, un unico coordinamento negli scenari accidentali. Un unico Dipartimento come in tutti i Paesi occidentali. Il Dipartimento della Protezione Civile da un paio di decenni ha assunto un ruolo politico enorme, direttamente dipendente dalla Presidenza del Consiglio, a cui sono stati affidati compiti importanti e gravosi, ma sempre più distanti da quelli di Protezione Civile. Un Dipartimento che dispone di risorse quasi infinite a fronte invece, di tagli continui subiti da chi invece è deputato ad intervenire sugli scenari d'intervento, come i Vigili del Fuoco, ma anche lo stesso Corpo Forestale dello Stato, ormai decimato.
Il coordinamento, come chiedeva lei, nel sistema Paese andrebbe implementato perché, contrariamente a come viene comunemente percepita dall'opinione pubblica la Protezione Civile, ad operare sull'intervento spesso, si trovano solo i Vigili del Fuoco, anche se nella nostra regione, il Veneto, esiste un buon coordinamento per lo spegnimento degli incendi boschivi, così come abbiamo assistito ad un'ottima disponibilità dei volontari di Protezione Civile dei comuni, in occasione della recente alluvione veneta.
Ma non basta; dobbiamo riuscire a fare di più, bisogna fare uno sforzo culturale, dobbiamo voltare pagina.
I cittadini, le forze sociali e politiche devono scegliere se considerare la Sicurezza, Safety e Security, di questo nostro fragile Paese, un bene comune su cui credere ed investire oppure continuare a considerarla un mero costo passivo.

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