Nestori (Confcoop Veneto): dalla stretta sulle coop più danni che cassa
"L'intervento sulle cooperative prospettato nella manovra è irrisorio nella portata ma dannoso per il sistema Paese". E' questo il lapidario giudizio di Bruno Nestori, presidente di Confcooperative Veneto, sui provvedimenti inseriti in seconda battuta dal governo (patto di Arcore) che riguardano il trattamento fiscale delle cooperative. "Si tratta di una misura - prosegue Nestori- sostanzialmente recessiva nei confronti di un modello di impresa, quello della cooperazione, che ha dimostrato di saper offrire una valida risposta alla crisi, in termini di salvaguardia sia del reddito che dei livelli di occupazione. I dati INPS, non confutabili, confermano che la cooperazione è forse l'unica forma di impresa ad avere aumentato l'occupazione (+ 5,5%) negli ultimi due anni di crisi".
Per il rappresentante della maggiore centrale della cooperazione veneta (1.445 imprese associate, con un fatturato annuo 6 miliardi di euro e 40.000 lavoratori occupati, di cui la metà soci) infatti la misura proposta non avrebbe un impatto significativo relativamente alle risorse "incassabili" rispetto alla manovra da 45 miliardi di euro, ma avrebbe gravi conseguenze sulle imprese cooperative in quanto inciderebbe sulla loro struttura civilistica e quindi sulla loro stessa essenza, penalizzando un loro punto di forza: la patrimonializzazione, realizzata destinando a riserve indivisibili utili non tassati da reinvestire nello sviluppo dell'impresa.
"Si mortifica, tra l'altro, un sistema di imprese fortemente impegnato nell'erogare servizi alla persona, in un contesto già minato dai tagli agli Enti locali che non saranno più in grado di garantire tali servizi, con riflessi negativi sulle fasce più deboli della popolazione".
La Confcooperative regionale di dichiara anche "preoccupata" per la mancanza di un qualsiasi quadro di politica economica e di sviluppo mentre sembra prevalere un'ottica meramente ragionieristica, già criticata da importanti Istituzioni italiane ed europee, che denunciano l'inadeguatezza nell'affrontare i problemi strutturali del Paese. "L'impegno di Confcooperative - conclude Nestori- è adesso quello di monitorare attentamente le misure che il Parlamento si accinge ad emanare; ci si augura che il Parlamento, in pieno spirito di responsabilità e saggezza, trovi la capacità e il coraggio di modificare questo orientamento governativo per salvaguardare un patrimonio di autoimprenditorialità e di lavoro che costituisce un elemento di ricchezza ed un motore di sviluppo per tutto il sistema Paese.