Mobilità in deroga, fare presto e considerare i carichi famigliari
Il proseguire della crisi anche in Veneto e il progressivo allargamento dei suoi effetti negativi sull'occupazione richiedono una ulteriore accelerazione nei percorsi di concertazione aperti presso la Regione Veneto in materia di regolamentazione della mobilità in deroga.
E' questa la posizione della Cisl del Veneto, espressa dal segretario Giulio Fortuni: - dobbiamo mettere rapidamente a disposizione dei sussidi per chi ha perso il lavoro senza trovarne un'altro. Una parte di questi lavoratori è tutelata dal sussidio di disoccupazione (ordinario o ridotto), altri ancora dalla indennità di mobilità. Ma c'è anche una parte, e non piccola, di questi disoccupati che non ha proprio niente, nessun sussidio, nessun aiuto economico-. Il riferimento è a quei lavoratori che non hanno maturato i diversi requisiti che la legge richiede per poter avere il beneficio delle indennità sostitutive del reddito perso e a quelli ex occupati in aziende non tenute a versare i contributi assicurativi da cui dipende poi il diritto alle indennità.
"Con la Regione Veneto- prosegue il responsabile delle politiche per il lavoro della Cisl veneta - siamo a buon punto nella definizione delle regole di acceso a quello che possiamo chiamare equivalente del trattamento di mobilità. La soluzione che si prospetta, e che noi della Cisl sosteniamo, è che possano beneficiarne tutti i lavoratori licenziati, apprendisti compresi, dimessi per giusta causa o cessati per scadenza del contratto di lavoro dopo il 1 gennaio 2009. Ci deve essere una anzianità di lavoro minima e naturalmente la disponibilità ad una nuova occupazione.
In questo ambito- conclude Fortuni - dobbiamo anche pensare ad un intervento economico aggiuntivo per chi si trova in queste condizioni con una famiglia a carico".