Lavoro per la legalità, un percorso della Filca Cisl del Veneto
Secondo appuntamento del percorso della Filca Cisl del Nordest coordinato con la Filca della Calabria e Libera Terra sul tema Lavoro per la legalità.
A Mestre, presso la sede Cisl di Via Piave, il gruppo dirigente del sindacato della costruzioni della Cisl si è dato appuntamento con tre esperti del lavoro.
Maurizio Rasera, di Veneto Lavoro che, al mattino presenterà i cambiamenti che il Veneto sta vivendo per effetto della crisi, poi nel pomeriggio, sarà la volta del direttore della Scuola di Formazione all'impegno sociale e politico di Venezia Maurizio Padovan che proporrà le sue opinioni su "Occupazione come fonte di cittadinanza e legalità". Sempre nel pomeriggio il prof. Maurilio Gobbo, che insegna Diritto Costituzionale alla facoltà di Scienze Politiche a Padova svolgerà una relazione su "Il lavoro e la cittadinanza nella Costituzione"
Le conclusioni saranno a cura della Segretaria della Cisl del Veneto Franca Porto.
Sull'iniziativa della Filca abbiamo posto alcune domande, inerenti ai temi della giornata, a Maurizio Rasera.
Maurizio Rasera ha lungamente collaborato con la Fondazione Corazzin di Venezia, è stato direttore dell'Ufficio studi "Giulio Fantelli" della Cisl di Treviso, ha lavorato come ricercatore per il Ministero del Lavoro e da gennaio del 2000 lavora, quale esperto del mercato del lavoro, presso Veneto Lavoro.
Quali sono, a tuo avviso, i principali cambiamenti che la crisi sta determinando nel lavoro nella nostra regione ?
Se dobbiamo guardare a fattori contingenti la crisi porta a un sicuro aumento dei disoccupati, ad una riduzione del reddito disponibile (casse integrazioni docet), ad un mercato del lavoro maggiormente riflessivo (minore mobilità in entrata e uscita).
Se guardiamo più sul lungo periodo: la crisi ha messo in luce come non sia più eludibile una strutturale riforma del sistema del welfare (in Veneto come in Italia ovviamente), come i contratti temporanei perdano la loro capacità di fornire un'adeguata saturazione del tempo lavorabile quando la domanda sia fiacca, come la manodopera immigrata (dopo una maggiore contrazione nella fase iniziale della crisi dovuta alla maggiore presenza nel lavoro somministrato e a tempo determinato) sia del tutto simile a quella autoctona anche nel livello di inserimento nel mercato del lavoro maggiormente tutelato (presenza in cassa integrazione e in mobilità con sussidio).
E con la ripresa?
I tempi lunghi della ripresa saranno quelli che detteranno le vere direttrici del cambiamento: a livello di mercati di sbocco per l'export (se l'Europa e l'America cresceranno lentamente e l'Asia farà la parte del leone bisognerà agire di conseguenza), a livello di ricchezza diffusa e di riduzione del patrimonio individuale (conseguenze ovvie sui consumi), a livello di attrattività per gli immigrati.
Il tema lavoro e legalità come si coniuga nel Veneto di prima e dopo la crisi?
Credo sia ipotizzabile pensare che aumenterà l'area del nero e del grigio, sia nella fase di crisi perdurante che in quella di una augurabile ripresa. Questo porterà ad un aumento dell'insicurezza sul lavoro, ad una riduzione delle garanzie soprattutto per i più deboli con meno capacità contrattuale, ad una riduzione del gettito fiscale che si tradurrà in meno risorse per i servizi pubblici.
Non credo che ci sia una correlazione tra crisi e maggiori possibilità di infiltrazioni di malavita organizzata nel mercato del lavoro, forse di più con il sistema economico nel suo complesso.