Lavoro Veneto: buone nuove sull'occupazione regionale

Venerdì, 08 settembre 2017

L'Ufficio Studi della Cisl del Veneto ha prodotto un primo sintetico commento sui dati presentati da Veneto Lavoro nel numero La Bussola pubblicato questa mattina e che analizza il mercato del lavoro veneto nel secondo trimestre 2017. 
"La situazione del mercato del lavoro descritta dal dossier di Veneto Lavoro - si legge nella nota- conferma i pronostici di una positiva crescita dell'occupazione dipendente determinata dalla ripresa economica in corso e dalle misure di incentivo alle assunzioni introdotte dal governo con le ultime manovre economiche (leggi di stabilità 2015 e 2016)". A suffragio di questa visione si citano due dati, definiti come "molto significativi "Da una parte il saldo positivo tra assunzioni e cessazioni e accompagnato da un aumento del loro "volume di scambio" che era una caratteristica del mercato del lavoro regionale pre-crisi, dall'altra il recupero dei posti di lavoro persi a causa della crisi". Bene anche il balzo in avanti dei contratti di apprendistato. L'Ufficio Studi della Cisl non nasconde però il fatto che molti posti di lavoro sono con contratto a termine, segno di una certa insicurezza sul futuro da parte delle imprese "ma- aggiunge- il lavoro evidentemente c'è e quindi ci sono le condizioni affinchè il provvedimenti promessi dal governo per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani diano buoni frutti".
La nota sottolinea anche come il dossier dell'Agenzia regionale offra anche altre informazioni preziose proprio perchè realiste ed aggiornate. "Ad esempio le dimensioni della disoccupazione, compresa quella giovanile, non sono tali da costituire un ostacolo insormontabile alla soluzione del problema". 
Il Segretario Rota ritorna sulla posizione della Cisl veneta "Non ci si può attendere che tutto venga risolto dalla congiuntura economica e dai provvedimenti governativi. Serve un grande impegno anche a livello locale per favorire il ricambio generazionale (finalizzando a questo scopo l'Ape Volontaria), una migliore relazione tra domanda e offerta (che passa per la formazione e riqualificazione) e le politiche attive per il lavoro che devono passare dalla sperimentazione alla generalizzazione".