La crisi non intacca Solidarietà Veneto

La crisi non intacca Solidarietà Veneto

Il Fondo Pensione Solidarietà Veneto fa i conti del burrascoso 2011. Con la Borsa italiana che ha subito un pesante – 26,15 (indice FTSE MIB), il BTP decennale che ha perso più del 7% del suo valore, cosa è successo al risparmio previdenziale dei quasi 46 mila lavoratori, dipendenti ed autonomi, iscritti al Fondo?

Da Marghera , dove il Fondo ha la sua sede, è stato diramato un comunicato stampa che riporta numeri tranquillizzanti se non positivi. Il comparto Garantito ha  dato un rendimento nel 2011 pari a quello del Tfr in azienda: il + 3,4%.  In positivo anche il segno del comparto Prudente che chiude l’anno con un + 1,19%.

Anche i due comparti, Reddito e Dinamico, più esposti alle oscillazioni della Borsa e dei Titoli di Stato non riportano danni significativi: il primo chiude con un – 0,60 mentre per il secondo il negativo è  ancora più modesto: - 0,16.

“Abbiamo ottenuto questi risultati – spiega il neo direttore Paolo  Stefan - grazie alla cautela e alla attenzione che hanno posto i gestori dei diversi comparti nell’amministrare i capitali affidatigli. Nel caso del Dinamico, ad esempio, dove la metà del capitale viene investito in titoli di Borsa, si è sfruttato la diversificazione azionaria a livello mondiale ed il buon andamento delle valute diverse dall’Euro (in particolare Dollaro USA e Yen)”. Nel comunicato si sottolinea che “in  generale la gestione è stata improntata a contenere il rischio e la volatilità  dei titoli prima ancora che al rendimento”.

Alla fine anche i risultati pluriennali, su cui gravano negli ultimi tre anni della crisi finanziaria e borsistica, continuano a dare soddisfazione e ad essere superiori al Tfr in azienda. Dal 2003 al 2011 (il Tfr azienda ha avuto una rivalutazione al netto del 27,49) il comparto Prudente ha reso il 31,36%, il Reddito il 31,60% e il Dinamico il 29,22% (sempre al netto).