LOFRA, fumata tricolore (Iran) a Teolo

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Fumata tricolore per la Lofra , l'azienda di Teolo (Padova), fondata nel 1956 dai fratelli Lovato e affermatasi in cinquant'anni come leader nella produzione di cucine di alta gamma.
Oggi l'assessore al lavoro e alla formazione della Provincia di Padova, Massimiliano Barison, presenterà in un conferenza stampa la nuova proprietà: l'iraniana Poly Steel che opera nello stesso settore: piani di cottura e cucine. La Lofra, a fronte di una crisi strutturale, aveva sospeso la produzione a fine 2008 e portato i libri in Tribunale per la messa in liquidazione mentre i 120 lavoratori impiegati nello stabilimento erano stati messi in cassa integrazione dall'inizio di gennaio 2009.
La bandiera bianco, rosso e verde della repubblica islamica degli Arii arriva a Teolo dopo una altalena di speranze e delusioni determinate da ben due tentativi di concordato preventivo entrambi sfumati nel nulla: in aprile con la multinazionale slovena Fori Group e a luglio con la emiliana Bompani
Non nasconde la sua soddisfazione Alessandro Barbiero della Fim Cisl padovana impegnato nella difficile vertenza fin dal suo inizio "da oggi (lunedì 15 marzo) vengono assunte 30 persone per arrivare al 30 novembre 2010 a 76 lavoratori riassunti sui 100 presenti nella lista dei cassaintegrati. I rimanenti verranno posti in mobilità su richiesta volontaria, alcuni dei quali durante il periodo di Cigs seguito dalla mobilità potranno accedere al pensionamento. Per loro è stato riservato un dignitoso trattamento economico a titolo di incentivo all'esodo."
L'odissea dei lavoratori della Lofra approda quindi in acque più tranquille. "Questo non vuol dire- precisa Barbiero - che sono finiti i problemi. La Nuova Lofra srl debutta in una situazione economica che tutti conoscono e non sarà facile per la nuova proprietà far ritornare ai vecchi fasti quella che oramai era data da tutti come una azienda morta. I lavoratori lo sanno bene ed i sacrifici hanno già cominciato a farli: la condizione per essere riassunti è stata la cancellazione di quanto era stato conquistato in decenni di contrattazione aziendale in cambio di un accordo che a partire da 1.200 euro annui di premio aziendale nel primo anno che arriverà, progressivamente in 4 anni, ad una cifra di 3.180 euro annui".
Lavoratori che, sottolinea Barbiero, hanno dimostrato durante tutta la vertenza una grandissima dignità e serietà, sempre presenti a decine e decine di incontri, presidiando per mesi la fabbrica.

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