L’edile veneto è poliglotta. Convegno della Filca a Padova
I muratori, i manovali ed i carpentieri iscritti alle Casse Edili del Veneto parlano molte lingue ma ciò non toglie che i numeri parlino un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti: gli edili veneto sono sempre più lavoratori immigrati e, presto rappresenteranno la metà degli occupati nel settore delle costruzioni.
I dati sono stati presentati dal sindacato che rappresenta i lavoratori del settore iscritti alla Cisl: la Filca di Vicenza e di Padova che hanno organizzato per sabato mattino a Padova un incontro tra questi lavoratori ed il segretario nazionale della Federazione Domenico Pesenti.
Valeria Lazzer, ha presenta il caso della provincia berica, di cui è segretario generale: sui circa 7.300 iscritti alla Cassa Edile delle imprese industriali ben 2.877 (il 40%) sono stranieri. Nelle altre due Casse Edili delle imprese artigiane sono stranieri il 58 ed il 45% degli aderenti, oltre 3.400 lavoratori. Nel totale su 10.630 dipendenti regolari nelle imprese edili attive in provincia gli stranieri sono più di 4.400. Ed il numero è in progressiva crescita anche se la crisi del settore ha bloccato le assunzioni e prodotto molti licenziamenti.
Il quadro è identico a Padova, come ha spiegatoi labio Graziotto: da noi gli edili regolari sono circa 10.000 e di questi gli stranieri sono nel complesso oltre 4.000, il 42% del totale. Nelle imprese artigiane la loro presenza però è ancora più consistente e si aggira sul 46% degli occupati.
Da dove provengono? Da 75 diversi paesi del mondo, partendo dall'Afghanistan per finire con lo Zaire. Nelle due province la quota maggiore spetta i romeni (1 su 4) seguiti dagli immigrati originari dei paesi ex Jugoslavia (Macedonia, Kosovo, Serbia, Bosnia, Croazia) ed poi dagli albanesi. Più modesto l'apporto dai paesi non europei dove le comunità più numerose sono quelle dell'Africa mediterranea: Marocco, Egitto e Tunisia.