In mille a Roma, per non spegnere il sole (e il lavoro)
Sono arrivati in mille a Roma, sotto le finestre del Ministero dello Sviluppo Economico, per partecipare alla manifestazione nazionale dei lavoratori del settore fotovoltaico dal titolo evocativo "Non spegnete il sole", la prima in assoluto nel pur vasto panorama delle manifestazioni sindacali . La scelta del luogo non è casuale. E' a questo Ministero, e al suo titolare, il ministro Romani, che si deve il decreto legge del 3 marzo scorso, un inaspettato colpo basso tirato al settore che ne ha bloccato l'attività mettendo a repentaglio decine di migliaia di i posti di lavoro.
Nutrita la delegazione veneta, presente con oltre cento lavoratori delle principali aziende del settore come la Ecoware, la Elios Tecnology, la Solon e la X Group arrivati in pullman ed in treno con le bandiere sindacali ma anche quelle delle rispettive aziende. Consistenti anche i gruppi provenienti da Piemonte, Toscana, Umbria e Lazio. Una rappresentanza dei manifestanti e le segreterie di Fim, Fiom ed Uilm, sono state ricevute verso mezzogiorno dai dirigenti del Ministero a cui hanno ribadito le posizioni, unitarie, del sindacato: ritiro del provvedimento che ha determinato l'annullamento di moltissimi ordini e messa in discussione dei finanziamenti da parte delle banche, il ridimensionato dei piani di investimento previsti da molte aziende che, in molti casi, hanno annunciato già processi di delocalizzazione e avviato il ricorso ad ammortizzatori sociali."
"Abbiamo rinnovato anche la richiesta di nuove regole che permettano al settore di operare in condizioni di certezza nel lungo periodo" sottolineano Gianni Castellan e Andrea Bonato a capo della delegazione veneta della Fim. A questo proposito proprio nei giorni scorsi una proposta specifica, concordata a Padova tra le parti sociali e le istituzioni locali, Regione Veneto compresa, è stata inviata direttamente al Ministro in vista dell'incontro Stato- Regioni previsto per questo pomeriggio nel quale sarà affrontato questo argomento.
A riassumere le posizioni sindacali è Marco Bentivogli, della Fim nazionale "Abbiamo contestato il metodo con cui il governo sta gestendo, anche con il sindacato, questa problematica ed in particolare l'assenza di un corretto dialogo. La Prestigiacomo e Romani si erano impegnati a convocarci ma poi sono spariti. I dirigenti del Ministero, tra cui Castano, Barra e Romano (gli ultimi due a capo del dipartimento energia, ndr) ci hanno confermato (ma non al 100%) che ci sarà un tavolo di discussione prima della emanazione del nuovo decreto che sostituirà quello del 3 marzo". Un decreto che sembra sia già stato scritto e sul quale il segretario Fim ribadisce le richieste sindacali: slittamento degli incentivi in vigore fino al 31 dicembre ed entro questa data nuove regole con una rimodulazione degli incentivi "la decisione annunciata dal governo di bloccare gli interventi sul nucleare conferma la necessità che si definisca un nuovo piano nazionale sulle fonti energetiche e per questo ci aspettiamo che il ministro Romani mantenga l'impegno preso con noi da tempo di organizzare una Conferenza Nazionale sull'energia, anche perché ogni ministro interessato dice cosa diverse".
La mobilitazione sindacale proseguirà nei prossimi giorni nelle singole regioni.