In 500 in attesa di una firma
Sono 500 i lavoratori con Contratto di Solidarietà che attendono la firma del Ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, sul decreto interministeriale (per l'altro ministero interessato, quello del Lavoro, Sacconi ha già firmato il mese scorso) che rende operative le norme del Decreto Legge 78/2009. Queste norme prevedono un aumento del 20% della integrazione salariale nei contratti di solidarietà.
Il disposto del Decreto (datato 1 luglio 2009) era stato ulteriormente precisato con un Decreto Interministeriale del successivo 10 luglio ma, per la sua attivazione, è necessario un ulteriore decreto interministeriale che, come detto, non ha ancora la firma di Tremonti.
La questione è stata al centro della assemblea odierna dei lavoratori della Marzotto di Valdagno che sono tra quelli beneficiati dalle nuove regole per cui si è fortemente battuta la Cisl in sede nazionale.
Con loro anche i lavoratori in contratto di solidarietà della Valentino, della Malbrun di Bassano del Grappa, della Rosà Plast di Rosà (in totale sono 500 gli interessati) che hanno sottoscritto gli accordi per l'attivazione dei Contratti di Solidarietà dopo il decreto di luglio.
Va detto però che, nei confronti dei ministeri interessati, la Cisl sostiene la retroattività della norma al 1 gennaio 2009.
"I lavoratori della Marzotto- sostiene Gianfranco Refosco della Femca di Vicenza che ha partecipato ai lavori dell'assemblea- hanno più che ragione nel pretendere che la norma venga immediatamente attivata. Il decreto legge è di luglio, cioè di ben quattro mesi fa".
Cristina Castagna delegata Rsu Cisl ci precisa che lo stipendio medio dei lavoratori della Marzotto varia, con le riduzioni di orario previste dal Contratto di Solidarietà, dai 1.000 euro mensili per i giornalieri ai 1.100 euro per i turnisti.
"Quel 20 per cento in più fa comodo a tutti perché non abbiamo stipendi d'oro e poi fa rabbia vedere che ci vogliono mesi per darci quello che già la legge prevede. Per il resto - aggiunge Cristina - i lavoratori della Marzotto hanno valutato molto positivamente il contratto di solidarietà in quanto si è ripartita tra tutti la carenza di lavoro evitando che su pochi calasse un drastico taglio delle ore di lavoro. Nel caso nostro poi questa spalmatura ha comportato una riduzione pro capite molto limitata dell'orario di lavoro, dal 15 al 25 % delle ore".
Sulla questione è intervenuta anche Franca Porto precisando che la Cisl del Veneto ha inviato una lettera al Ministro del Lavoro per invitarlo a sollecitare il collega del Tesoro a sottoscrivere il decreto mancante.