Il fumo salva i precoci ma non gli esodati: approvato il Milleproroghe
La Camera dei deputati ha approvato oggi pomeriggio, con la fiducia al Governo, il decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216,“recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, il cosiddetto Milleproroghe.
L’attesa era forte anche in casa sindacale perché il decreto comprende le nuove norme per esonerare dalle nuovi requisiti per la maturazione del diritto alla pensione dei lavoratori precoci e quelli “esodati” da aziende in crisi.
La soluzione adottata per non allontanare la sponda della pensione da questi lavoratori non è tra le più salutistiche. Per dare copertura ai costi di questa operazione (5,1 miliardi di euro in sette anni, 2013-2019), dopo aver scartato la soluzione dell’aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi, si è optato infatti nell’aumento dei costi delle accise sulle sigarette. Fumatori e Monopoli di Stato saranno quindi i finanziatori del mantenimento delle vecchie regole per questi lavoratori.
La soluzione però non accontenta completamente le richieste sindacali. I precoci, purché maturino il diritto al pensionamento entro il 2017, non subiranno infatti le penalizzazioni sull’importo della pensione previste per chi ha un’età anagrafica inferiore ai 62 anni.
I problemi, seppure in forma ridotta, rimangono però per quei lavoratori che avevano accettato di lasciare l'azienda in crisi pensando di poter andare in pensione entro pochi mesi, ipotesi sparita nel nulla dopo l’approvazione della riforma del sistema previdenziale contenuta nel “Salva Italia”.
Non tutti infatti vengono salvati dalle norme contenute nell’articolo 6 del decreto.
Ora la parola passa al Senato e già si ipotizza una ulteriore modifica del testo e quindi un ritorno alla Camera dei Deputati per una terza, e definitiva, lettura ed approvazione.
In Salva Italia, Documenti Governo e Parlamento, il testo del Decreto "Milleproroghe 2012" approvato dalla Camera dei Deputati.
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