Il Libretto di Famiglia per i piccoli lavori

Giovedì, 13 luglio 2017

Le famiglie che hanno bisogno dei servizi di lavoratori occasionali come la colf per le pulizie settimanali e altri piccoli lavori domestici, la baby sitter del fine settimana, il giardiniere nei giorni di primavera, la badante per qualche giorno, lo studente o il prof per le ripetizioni, possono ora regolarizzare queste prestazioni grazie ad un nuovo strumento: il Libretto di Famiglia.

A definirne le caratteristiche e le modalità di utilizzo è stata l’Inps come previsto dalla legge n.96/2017 del 24 aprile scorso con il quale il governo aveva rimediato alla repentina decisione di cancellare i voucher per evitare il referendum e il conseguente scontro politico. Una scelta che però aveva messo in grande difficoltà le famiglie non disposte ad accettare rapporti di lavoro in nero.

Il Libretto è composto da titoli di pagamento dal valore di 10 euro (equivalente ad un’ora di lavoro e di cui 8 sono il compenso netto, 1,65 è la contribuzione Inps, 0,25 Inail e 0,10 gli oneri di gestione) ed è collegato ad una piattaforma telematica che permette di controllare i limiti economici e formali imposti dal decreto sull’utilizzo di questi titoli di pagamento.

Il decreto prevede infatti che il tetto di questa forma di remunerazione non deve superare i 5mila euro all’anno sia per il singolo lavoratore occasionale che per ogni “datore di lavoro” mentre ogni rapporto di lavoro deve rimanere entro i 2.500 euro di compensi. In pratica la colf può ricevere, per prestazioni occasionali, non più di 2.500 euro nel corso di un anno dalla stessa famiglia. La stessa colf, con altre famiglie può percepire non più di altri 2.500 euro. Vista dalla parte della famiglia la norma prevede che possa spendere non più di 5.000 euro all’anno per pagare prestazioni occasionali e al massimo 2.500 per ogni singolo lavoratore.

Per evitare l’abuso dello strumento la legge sono state circoscritte le categorie sociali che possono svolgere lavori occasionali: i titolari di pensione di vecchiaia o invalidità, i giovani studenti con meno di 25 anni, i disoccupati e chi percepisce indennità sostitutive al salario, reddito di inclusione compreso.

Per rendere ancora più anti-furbi l’uso del Libretto è poi esclusa la possibilità di lavoro occasionale se nei 6 mesi precedenti tra le due parti risulta intercorso un rapporto lavorativo di dipendenza o di collaborazione coordinata e continuativa.

Conclusa l’attività lavorativa, il committente dovrà tempestivamente comunicare all’Inps (non oltre il terzo giorno del mese successivo) alcuni dati quali l’anagrafica del lavoratore, compenso, luogo di lavoro e durata della prestazione. L’ente previdenziale a questo punto, provvederà al pagamento entro il 15 del mese successivo. Alla famiglia non è richiesto nessun altro adempimento burocratico particolare, se non l’iscrizione alla piattaforma tramite il servizio online dedicato nel sito dell’Inps.

La Cisl del Veneto ha espresso un giudizio positivo sul Libretto e sull’impostazione generale della legge “Da una parte si permette alle famiglie di regolarizzare il lavoro occasionale – commenta Onofrio Rota- e dall’altra si pone la parola fine ai voucher del lavoro accessorio che tanti abusi avevano prodotto”.