Idealstandard: qualità, anche nella solidarietà

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La qualità, come processo continuo, compartecipato dai lavoratori per il miglioramento dei prodotti e della produzione, è radicata alla Idealstandard di Trichina, 660 lavoratori impegnati in uno stabilimento che porta ancora in entrata la grande insegna della Ceramica Dolomite.
La racconta uno dei protagonisti, Adelino Canal, delegato storico della Cisl in azienda dove lavora da 38 anni essendovi stato assunto all'età di 17 anni. "Nel 1985 l'azienda si è organizzata sulla base dei processi di qualità. E nello stesso anno abbiamo fatto il primo accordo aziendale che prevedeva un premio aziendale collegato ai risultati ottenuti grazie alla qualità. Ridurre gli scarti, aumentare la produzione, migliorare il prodotto finale, ridurre i tempi di produzione migliorando il lavoro: i lavoratori hanno partecipato attivamente a questi obiettivi". Sottolinea Canal con orgoglio che grazie a questo processo continuo di miglioramento l'azienda, fondata nel 1965 da tre soci (Bandiera, De Paoli e Pessot) grazie alle politiche di industrializzazione seguite al disastro del Vajont, ha acquisito nuovi mercati, nuovi clienti ed allargato l'occupazione fino a raggiungere i mille dipendenti.
Poi i diversi cambi di proprietà, il passaggio da multinazionale a multinazionale, i cambi di strategia aziendale: dalla filosofia della qualità totale a quella dell'utile immediato, dal prodotto personalizzato alla produzione standard. Con il sindacato (una vera
forza in azienda dove conta 600 iscritti, a maggioranza Cisl) che contesta queste scelte, che "tiene duro" come fosse rimasto l'unico socio fedele al valore dell'azienda come entità produttiva.
E quindi la perdita di clienti, la difficoltà a sostenere la competizione con i produttori dei Paesi delle economie emerse ed infine la recessione internazionale.
"Con la nuova proprietà, la Bain Capital, abbiamo trattato e concluso una risposta seria alla crisi- precisa Nicola Brancher della Femca Cisl di Belluno- con un contratto di solidarietà che prevede una riduzione dell'orario di lavoro del 25% per tutti, e, il "per tutti" va preso nel suo significato letterale: a parte un dirigente tutti gli altri occupati, dal capo del personale all'ultimo arrivato entrano nel meccanismo della solidarietà".
"Con le nuove norme approvate dal governo che hanno portato all'80% l'integrazione della Cig nei contratti di solidarietà- ci dice Ugo Valgonio, delegato Cisl e tra i giovani dell'azienda - il 25% in meno di orario pesa pochissimo come riduzione della retribuzione mensile. Sulla retribuzione è invece rimasta aperta la questione dei premi di partecipazione che l'azienda voleva cancellare ma che alla fine abbiamo concordato vengano trasformati in un premio unico per tutti gli stabilimenti collegato al margine di reddito tra costo del prodotto e prezzo di vendita dello stesso".
Una soluzione quindi di qualità, come nella tradizione del sindacalismo partecipativo della Idealstandard.

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Adelino Canal

Nicola Brancher

Ugo Valgonio