Grimeca, un piccolo passo in avanti
Incontro difficile al Ministero del Lavoro per la Grimeca di Ceregnano (Rovigo). Sul tavolo la decisione della proprietà di procedere al concordato preventivo, l'assenza di un piano industriale, la mancanza di liquidità che blocca la produzione (le commesse sono Piaggio, Aprilia, ecc.) ed infine la insufficienza delle disponibilità bancarie a finanziare l'azienda. Dunque 850 posti di lavoro in bilico.
Questo spiega la qualità della rappresentanza che si è incontrata a Roma. Oltre all'azienda, lo stesso ministro Sacconi, gli assessori regionali Coppola e Donazzon, la presidente della provincia di Rovigo Tiziana Virgili, i sindaci di Ceregnano e Rovigo, Lucia Ferrarese e Fausto Merchiori. Per il sindacato le confederazioni (la Cisl era presente con Giorgio Santini, Franca Porto e Valeria Cittadin) e le Federazioni di Categoria (per la Fim Maurizio Geron, Nicola Panerella e Mario Brunazzo) oltre che la Rsu al completo.
Sulla soglia del baratro, ma ce ne siamo allontanati di un passo, è il commento comune della delegazione cislina. Il ministro Sacconi si è impegnato a mantenere aperto il tavolo presso il Ministero affinché si continui ad operare per impedire che l'azienda cessi l'attività di produzione perdendo così, in modo irreparabile, le commesse, e andando rapidamente alla chiusura definitiva. La proprietà a questo proposito si è dichiarata disponibile a mettere a disposizione una parte del patrimonio dei soci per recuperare liquidità e pagare i fornitori, approvvigionarsi di materie prime e continuare a soddisfare le commesse almeno per altre due settimane. Nel frattempo si è parlato della predisposizione di un piano industriale di rilancio, che sostenuto da una completa disponibilità di finanziamento da parte delle banche, permetta anche di trovare una nuova proprietà.
La delegazione ha lasciato il tavolo ministeriale con una speranza in più.
"Oggi siamo meno peggio di ieri, quando sembrava che tutto fosse perduto, dopo che l'azienda aveva avviato la procedura concordataria- commenta Franca Porto di ritorno da Roma- la priorità assoluta è ora quella di non fermare la produzione per impedire la morte dell'azienda ed avere il tempo necessario per trovare chi la possa gestire nel prossimo futuro". Un pensiero condiviso fino in fondo anche da Giorgio Santini che sottolinea " Se tutti si impegnano fino in fondo le possibilità di uscirne bene ci sono, non regalate, ma ci sono". Domani le assemblee con i lavoratori