Grimeca: accordo fatto (ieri) ed approvato (oggi)
E' finita ieri, con un accordo raggiunto in tarda serata, dopo 13 ore filate, la lunga trattativa a tre: Tribunale, nuova proprietà e sindacati. L'accordo, che ha aperto la strada alla effettiva ripartenza della Grimeca, era infatti espressamente previsto dal bando di gara come condizio sine qua e conclude positivamente la parte più difficile della complessa procedura per l'assegnazione della fabbrica di Ceregnano all'azienda che si era aggiudicata l'asta: la TMB di Monselice.
I testo sottoscritto dalle parti fa seguito ad una bozza dove la procedura aveva già recepito alcune osservazioni del sindacato su una precedente stesura. I punti salienti riguardano innanzitutto l'occupazione.
La Termomeccanica Betto ha presentato un piano industriale che si sviluppa nell'arco di cinque anni, dal 2011 al 2015, e che prevede l'immediato trasferimento dalla Grimeca (in liquidazione) alla TMB di 300 lavoratori e, sulla base della evoluzione dello stesso piano, di altri 150 negli anni successivi. Oltre a ciò ai lavoratori che rimangono in capo alla Grimeca è stato riconosciuto il diritto, inderogabile, di precedenza nelle assunzioni fino alla fine del 2015.
"Questo, dell'occupazione, è il risultato principale che abbiamo ottenuto dopo molte intere giornate di discussione - sottolinea Mario Brunazzo della Fim polesana, che aggiunge- per i 770 lavoratori della Grimeca si sono così definiti tre possibili percorsi. Il primo è quello di chi riprenderà immediatamente a lavorare nella nuova azienda; il secondo dispone che, nell'ambito dei 5 anni del realizzazione del piano industriale, si potrà beneficiare degli ammortizzatori sociali, di servizi (formazione compresa) per ricollocarsi al lavoro oppure il trasferimento alla TMB alle stesse condizioni dei primi 300. Il terzo, infine, riguarda circa 150 lavoratori che saranno accompagnati, con la copertura degli ammortizzatori, al pensionamento".
Nei molteplici appuntamenti con la TMB e con i commissari liquidatori che hanno portato all'accordo non sono mancate le tensioni, specie sugli aspetti relativi al rapporto di lavoro con la TMB dove si prevede, così come previsto dalle normative di legge, la rinuncia da parte del lavoratore trasferito dei diritti individuali indicati dall'art. 2112 del Codice Civile (in pratica rivalersi sulla nuova proprietà per diritti non concessi dalla precedente) Una regola questa che, pur essendo riportata esplicitamente dal bando di gara e nonostante che nell'accordo sia stato esplicitato che il lavoratore che passa alla TMB mantiene inalterata la retribuzione in atto alla Grimeca, dall'inquadramento alla anzianità di servizio, ha trovato notevoli resistenze da parte della Fiom.
“I lavoratori della Grimeca- spiega Maurizio Geron della Fim regionale- hanno capito bene che non ci potevamo impantanare su questo aspetto (in pratica la rinuncia è quella di non poter richiedere alla nuova azienda dei soldi che avrebbe dovuto darci la Grimeca, come ad esempio, la differenza retributiva di un livello contrattuale non riconosciuto o cose del genere) e mettere quindi concretamente a repentaglio il futuro di tutti. Non a caso nelle assemblee convocate oggi pomeriggio per la approvazione definitiva dell’accordo i voti contrari si sono contati nelle dita di una mano (e mezza)”.
Domani mattina tutti a Roma, al Ministero dello Sviluppo Industriale, dove sarà presente anche il ministro Sacconi, per presentare l’accordo raggiunto ed ottenere le garanzie per l’uso degli ammortizzatori sociali e dei servizi per il ricollocamento al lavoro dei cassaintegrati.