Gli edili, uniti, a Montecitorio

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Gli edili, uniti, a Montecitorio

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Erano 300 gli imprenditori edili arrivati dal Veneto a manifestare sotto le finestre di Palazzo Montecitorio ieri, 1 dicembre. "di gran lunga la più importante tra tutte le rappresentanze regionali presenti - ha dichiarato il presidente di Ance Veneto, Paolo Pellicciari - segno che le urgenze che abbiamo più volte ribadito nel corso di questi mesi sono molto sentite dai nostri associati". Accanto a edili imprenditori gli edili del sindacato di categoria in piazza per  rappresentare il lavoro dipendente.

Una unità di intenti e di azione che ben rappresenta le grandissime difficoltà il cui si trova l'intero settore, dalle grandi imprese al singolo artigiano, dagli imprenditori ai lavoratori dipendenti.

In Veneto la crisi dell'attività edilizia si spiega con i numeri. Intanto quelli del Dossier crisi predisposto da Ance in occasione della conferenza stampa degli Stati Generali delle Costruzioni dello scorso maggio. Nel solo 2009 le Casse Edili hanno registrato nella nostra regione un calo di 12 mila iscritti, il saldo tra le imprese iscritte e cessate da gennaio 2009 a marzo 2010 è in negativo di 2.100 unità (di cui 800 solo nei primi tre mesi del 2010). Conseguenza di una forte riduzione dei lavori pubblici il cui importo totale si è ridotto confrontando il 2003 sul 2009 del - 34% e della stessa percentuale si è ridotta la compravendita di unità immobiliare tra il 2007 ed il 2009.

Altri numeri, più aggiornati, arrivano da Veneto Lavoro ad esempio sul ricorso alla Cig. Nelle gestione ordinaria le ore autorizzate, considerando i primi 9 mesi dell'anno, sono passate dagli 1,8 milioni del 2008 ai 5,1 milioni del 2010, nella straordinaria (disponibile sono ad una minima parte delle imprese) dalle 8 mila ore del 2008 al più di mezzo milione di quest'anno. Infine da gennaio a settembre 2010 altre 280 mila ore nella versione in deroga.

Ma più ancora a rappresentare la gravità della situazione sono le parole del segretario della Filca-Cisl del Veneto, Salvatore Federico, che parla esplicitamente di infiltrazioni mafiose, favorite dalla crisi,  a cui si deve rispondere stringendo le maglie della legalità.